Diritti negati e condizione femminile nel mondo, se ne è parlato in Provincia con gli studenti

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“Parità di genere alla base dei diritti umani”

   

 La condizione delle donne nel mondo, la violazione dei loro diritti, le violenze a cui molte sono sottoposte quasi sempre per mano del partner e alla consapevolezza che senza una parità di genere non sarà mai possibile parlare di diritti umani a tutto tondo. Alla presenza degli studenti del Liceo Statale “Assunta Pieralli, I.I.S. “Giordano Bruno”, I. T. T.S. “Alessandro Volta” e l’ I.T.E.T. “ A. Capitini”, il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne in Provincia di Perugia ci si è focalizzati su queste tematiche con un focus sull’attualità che passa dalle proteste in difesa dei diritti in Iran.

“Donne e diritti negati”, è il tema dell’evento organizzato da Provincia di Perugia e Consigliera provinciale di Parità Giuliana Astarita, che si è aperto con un minuto di silenzio in memoria 104 donne uccise in Italia per mano del compagno o del partner.

Erika Borghesi, consigliera provinciale con delega alle Pari Opportunità della Provincia – che ha portato i saluti della Presidente Stefania Proietti – ha fatto un excursus proprio sulla condizione femminile citando, tra le altre cose, matrimoni precoci che riguardano 650 milioni di donne (ogni anno sono 12 milioni le ragazza a subirlo), “oltre 200 milioni di donne vivono con le conseguenze delle mutilazioni genitali, il matrimonio riparatore (che da noi è stato abolito nel 1981) è ancora in vigore in 20 Paesi e solo il 55% delle donne adolescenti nel mondo ha accesso alla contraccezione, anche l’istruzione in molti paesi è un diritto negato per donne e bambine, quando invece è indispensabile per il benessere di una nazione”. “È proprio con questa consapevolezza – ha sottolineato  Borghesi – che la Provincia ha sostenuto diversi progetti promossi dalla Fondazione Rita Levi Montalcini che hanno visto la realizzazione di un convitto, l’erogazione di borse di studio per consentire la scolarizzazione secondaria di ragazze tuareg nel Niger  e per studentesse universitarie in Malawi e nella Repubblica di Guinea”.

Giuliana Astarita ha parlato del progetto che vedrà coinvolte le scuole superiori con la volontà di approfondire la condizione femminile nel mondo stimolata dalla grande rivoluzione che si sta registrando in quest’ultimo mese in Iran.

“Anche in Italia – ha detto – tutti i diritti che oggi diamo per scontati sono in realtà il frutto di un percorso molto lungo che ha visto solamente nel secolo appena trascorso una serie di passaggi normativi importanti. Non dobbiamo dare per scontato nulla- ha rimarcato -, perché la repressione dei diritti delle donne è un tema che se oggi ne parliamo il pericolo si avverte. Occorre lavorare sugli stereotipi di genere diffusi nella società”.

Altri interventi si sono concentrati sull’aspetto antropologico approfondito da Roberta Pompili; Silvia Ricci dell’Unione Forense per la tutela dei Diritti Umani, coordinatrice sezione umbra ha parlato dell’importanza fondamentale della parità di genere come base per il rispetto dei diritti umani in generale.

Shahed Sholeh portavoce dell’Associazione delle Donne Democratiche Iraniane in Italia ha testimoniato ciò che sta accanendo in Iran e che trae origine dalla Rivoluzione islamica del 1979 che ha trasformato la monarchia in una repubblica islamica, la cui costituzione si ispira alla legge coranica per cui “l’uomo è legalmente il capofamiglia” e questo ha portato a 40 anni di repressione femminile, sfociata nelle odierne proteste, di cui oggi ricorre il 70mo giorno.

Brunetta Bellucci volontaria di Emergency dal 2003 ha sottolineato come l’associazione non cura solamente le vittime di guerre, ma diffonde una cultura di pace. Vuole rimuovere le cause  della guerra, così come per le donne vuole rimuovere le cause della violenza.