Narrazioni fiorite, i Trittici di Giovanni di Corraduccio a Trevi

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Opere di grande valore al Museo di san Francesco fino al 25 settembre. L’evento espositivo, a cura di Andrea De Marchi, sarà inaugurato il 9 luglio alle 18.30

Dopo oltre due secoli torna a Trevi il trittico di Giovanni Corraduccio che il pittore folignate realizzò per la chiesa delle benedettine, dedicata a santa Lucia. Per l’occasione verrà esposto anche il trittico Kisters sempre del Corraduccio, la cui destinazione era per un monastero di clarisse francescane di Trevi. Questi due fondi oro, provenienti da collezioni private, saranno protagonisti di una mostra (dal 9 luglio al 25 settembre) nel Complesso Museale di San Francesco di Trevi accanto ad altre sue opere, esposte nella pinacoteca trevana. Insomma, si può dire un ritorno a “casa”. L’evento espositivo dal titolo “Narrazioni fiorite. Trittici di Giovanni di Corraduccio per Trevi” si deve ad Andrea De Marchi, illustre studioso di fama internazionale, non nuovo a organizzare esposizioni di forte richiamo e di altissimo livello culturale. L’evento espositivo è promosso e organizzato dal Comune di Trevi con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.

La mostra riunisce per la prima volta fondi oro realizzati nel territorio di Trevi ponendo l’accento sulla rilevante importanza socioculturale e artistica della città tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento. Opere d’arte che, per circostanze storiche, sono state allontanate dai luoghi per i quali sono state concepite e rappresentano il frutto di notevoli committenze per gli enti religiosi di Trevi.

Si tratta di due autentici capolavori che saranno messi a confronto in un’unica sala, scrigno di opere di Giovanni di Corraduccio, pittore folignate attivo a cavallo fra la fine del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, autore di numerosi affreschi non solo in patria, ma in una più vasta zona appenninica, da Montefalco a Fabriano, da Assisi a Camerino.

Fu delicato interprete della stagione tardogotica, affabulatore colorito e coinvolgente. Le sue pitture su tavola sono invece decisamente rare. Si tratta di trittici dominati dalla dimensione narrativa, alcuni addirittura popolati di storiette, dalla struttura decisamente insolita. Il confronto fra queste opere getta uno squarcio di luce sul mondo della spiritualità femminile che ispirò creazioni così originali, perché la loro stessa tipologia, ben radicata in Umbria fin dall’ultimo Duecento è collegata a una funzione riservata ai cori delle monache, a una fruizione ravvicinata, alla loro meditazione e preghiera.

La mostra è accompagnata dal catalogo pubblicato dalle edizioni Orfini Numeister e arricchito da una vasta documentazione fotografica a corredo dei saggi.