Il presidente Squarta sollecita chiarimenti sulla legge regionale per la promozione delle attività di donazione e distribuzione di cibo per fini di solidarietà sociale

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(Foto: Umbria24.it)
 

Il presidente Squarta sollecita chiarimenti sulla legge regionale per la promozione delle attività di donazione e distribuzione di cibo per fini di solidarietà sociale. Per questo ricorda di aver già chiesto l’attivazione del Comitato per il controllo e la valutazione

Il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Marco Squarta, in occasione della ‘Giornata nazionale per la prevenzione dello spreco alimentare’ sostenuta dai ministeri dell’Ambiente, della Salute e degli Affari esteri, sollecita “chiarimenti sui tempi di applicazione della legge regionale per la promozione delle attività di donazione e distribuzione di cibo per fini di solidarietà sociale’ (Legge regionale 16/2017). Squarta ricorda di aver chiesto, nelle scorse settimane, l’attivazione del Comitato per il controllo e la valutazione proprio per

“verificare la corretta attuazione della legge, istituita per combattere gli sprechi alimentari stabilendo la distribuzione di alimenti, farmaci e altri beni prossimi alla scadenza, ma ancora utilizzabili per scopi sociali. Nel recentissimo Rapporto Waste Watcher 2020 di Last Minute Market Swg – commenta Squarta – viene sottolineato che per la prima volta, negli ultimi dieci anni, lo spreco di cibo nelle case degli italiani è in calo del 25 per cento rispetto all’anno precedente con un risparmio di 1,5 miliardi di euro nel 2020. Il costo settimanale medio a famiglia si attesta ora sui 4,91 euro mentre nel 2019 finivano nel cestino 7 euro di spesa ogni sette giorni. Per il 69 per cento dei cittadini, nell’ultimo decennio, l’attenzione allo spreco è aumentata e tutti questi dati sono confortanti. A livello regionale, nella precedente legislatura, ci siamo impegnati per approvare una legge utile a salvare cibi e pasti, dal pane all’ortofrutta fino ad altri prodotti confezionati, che secondo gli standard commerciali non possono essere più venduti pur essendo ancora buoni e sicuri. L’attivazione del Comitato di monitoraggio – puntualizza Squarta – chiarirà gli sviluppi della legge regionale e i controlli diranno se, come era nelle intenzioni, sono stati costituiti network per raccogliere i prodotti invenduti della grande distribuzione, dei ristoranti e delle mense per ridistribuirli a fini di solidarietà sociale in favore di persone in situazioni di disagio sociale. L’obiettivo – conclude il presidente – è quello di limitare gli sprechi per aiutare le persone meno fortunate”.