“Disturbi specifici di apprendimento e bisogni educativi speciali: quali prospettive per la costruzione di una nuova scuola?”

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L’occasione è stato il convegno “Disturbi specifici di apprendimento e bisogni educativi speciali: quali prospettive per la costruzione di una nuova scuola?”, dove è stata fatta chiarezza sulle normative che regolano questo settore.

“Il mondo della scuola,  deve essere considerato con la logica del modello bio-psicosociale e del modello che punta a lavorare sia sulle criticità, ma anche sulle risorse tenendo conto del contesto in cui l’individuo è inserito”, ha spiegato David Lazzari, presidente dell’Ordine degli Psicologi dell’Umbria, che ha aperto i lavori del partecipato convegno sottolineando che “la scuola deve essere vista come luogo di trasmissione” e che “le scienze psicologiche e la psicologia hanno dato contributo scientifico importante alla definizione degli scenari”.

FOCUS – LA SITUAZIONE IN UMBRIA

Gli studenti con Bisogni Educativi Speciali (Bes) sono individuati secondo tre criteri: certificazione, diagnosi o considerazioni didattiche. Il primo settore è quello della legge 104 (certificazione di disabilità), il secondo quello delle diagnosi di disturbi evolutivi (dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia) , mentre il terzo può riguardare alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico e culturale. In Umbria i numeri forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale parlano di 3458 studenti disabili (oltre 2600 in provincia di Perugia e circa 700 in quella di Terni), e circa 3500 con Disturbo Specifici di Apprendimento (Dsa), con diagnosi fatte ai sensi della legge 170 del 2010.

“Si tratta di numeri certi perché hanno un percorso di certificazione e di diagnosi formalizzata”.

Ci sono poi almeno altri 1049 studenti che rientrano nei Bisogni Educativi Speciali, ma non nella 104 o disturbi specifici di apprendimento.

“Quest’ultimo dato è stato comunicato, come gli altri, direttamente dalle scuole attraverso una apposita piattaforma (Si.Bes)– ha detto Sabrina Boarelli – referente regionale per la disabilità dell’Ufficio Scolastico regionale – ma possono essercene altri che non sono stati comunicati. Il dato potrebbe essere quasi raddoppiato dunque”.

Sul fronte dei docenti di sostegno il dato parla di 1847 insegnanti, con un rapporto docenti-studenti di 1 a 1,8, più favorevole di quello che dovrebbe essere nazionale che è 1 a 2.

 GLI INTERVENTI

Anche partendo da questi numeri si è sviluppato il convegno Ecm che si è tenuto nella giornata di giovedì 17 settembre alla sala dei Notari di palazzo dei Priori a Perugia. I relatori presenti hanno cercato di

“fare chiarezza e migliorare le competenze tecniche in materia di diagnosi e cura dei disturbi specifici di apprendimento e dei bisogni educativi speciali, tramite l’acquisizione di consapevolezza culturale in tema di inclusione e disabilità, utilizzo di un corretto uso della certificazione, delle diagnosi e degli screening facendo riferimento alle normative attuali in tema di disturbi specifici di apprendimento e di bisogni educativi speciali”.

Insieme al presidente regionale dell’Ordine degli Psicologi David Lazzari, sono intervenuti Raffaele Ciambrone (Dirigente Miur), Lauro Mengheri (psicologo-psicoterapeuta, Coordinatore del gruppo di lavoro Bes-Dsa dell’Ordine Nazionale degli Psicologi), Christina Bachmann (vicepresidnete ordine Psicologi della Toscana) e Michele Margheriti (consigliere ordine Psicologi dell’Umbria). Spazio poi a una tavola rotonda sul tema “Co-costruire una nuova scuola: quanta distanza ancora tra “pensiero” e “azione”?”, alla quale ha partecipato anche la dottoressa Sabrina Boarelli (Ufficio Scolastico Regionale per l’Umbria), Laura Arcangeli (Università degli Studi di Perugia) e Maria Pia Serlupini (Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Umbria).