Bando Arpal Umbria: “Chiarezza sui ritardi”

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Porzi (misto) annuncia interrogazione

“Fare chiarezza sui ritardi e sulla correttezza della procedura concorsuale, che potrebbe risultare viziata per alterazione dei principi di oggettività e imparzialità”,

così la consigliera regionale Donatella Porzi (Gruppo misto) annuncia la presentazione di una interrogazione alla Giunta regionale in merito al bando di concorso pubblico (n. 1 del 2021) bandito da Arpal Umbria, l’Agenzia regionale per le Politiche attive del lavoro, per il reclutamento di 37 unità di personale non dirigente a tempo pieno e indeterminato, con inquadramento nel profilo ‘Esperto del mercato del lavoro’ categoria professionale D”.

“Facendo riferimento al ‘Piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche del lavoro’ – spiega Porzi – si evidenziano notevoli ritardi, sia in merito all’adozione da parte della Giunta regionale della apposita Deliberazione (n.521 del 3 giugno 2021) con la quale si approva il piano triennale dei fabbisogni del personale Arpal 2021-2023, sia in merito all’adozione della determinazione (n.1355 del 30 novembre 2021) del Direttore di Arpal che approva il Regolamento per l’accesso agli impieghi presso Arpal”.

 

Nel suo atto ispettivo, Porzi evidenzia che

“la selezione è stata avviata nelle more della definizione della procedura di mobilità, che in seguito agli esiti della stessa è stato indetto il concorso per la copertura delle 37 unità e che, pertanto, l’eventuale copertura dei posti, mediante la procedura di mobilità, ‘determina una pari riduzione di quelli complessivamente messi a concorso, senza che i candidati possano vantare alcuna pretesa di qualsivoglia natura nei confronti dell’Ente’”.

Entrando poi nel merito

“dell’area concorsuale AML – Analista del mercato del lavoro – una delle quattro incluse nel bando ‘Esperto del mercato del lavoro’ per la quale era prevista l’assunzione di 11 unità”, Porzi evidenzia che “calendario alla mano, il 14 giugno 2022 si è proceduto alla nomina della Commissione esaminatrice e che successivamente alla presa d’atto della prova selettiva, avvenuta il 27 giugno, con determinazione direttoriale si è proceduto al parziale annullamento degli atti della procedura concorsuale. Il 20 Ottobre il Presidente della Commissione ha trasmesso all’Amministrazione Arpal alcuni verbali inerenti la determinazione dei criteri da adottare ai fini della valutazione dei titoli e della valutazione delle prove concorsuali in conformità alle previsioni di bando; lo svolgimento della prova scritta; l’apertura delle buste contenenti gli elaborati scritti; la valutazione provvisoria dei titoli e la richiesta di integrazioni per alcuni candidati; la correzione e l’attribuzione del punteggio alla prove scritte e l’abbinamento con le generalità dei candidati; l’esame delle integrazioni prevenute; la conclusione della valutazione dei titoli e la definizione del calendario per la convocazione alla prova orale. Nello specifico – osserva Porzi – in un verbale datato 20 settembre si afferma che ‘…..nel corso dei lavori si rileva la necessità di chiedere delle integrazioni in merito alla tipologia di laurea e agli ulteriori titoli di studio per i candidati, al fine di attribuire il punteggio corretto in applicazione ai criteri definiti’”.

Porzi ricorda che

“ai sensi delle normative vigenti, nei casi in cui l’assunzione di determinati profili avvenga mediante concorso per titoli ed esami la valutazione dei titoli, previa individuazione dei criteri, è effettuata dopo le prove scritte e prima che si proceda alla correzione dei relativi elaborati e che l’eventuale mancato rispetto della sequenza delle operazioni inficia la procedura concorsuale”.

Per questo la consigliera Porzi chiede alla Giunta regionale di sapere

“perché le determinazioni direttoriali non siano state pubblicate nella sezione ‘Amministrazione Trasparente’ del sito di Arpal”; quali siano stati “i tempi e l’esito della procedura di mobilità ex articolo 34 bis” e, ancora, “se ritiene opportuno chiedere ad Arpal tutta la documentazione dell’iter concorsuale” nonché “se la procedura concorsuale non sia ormai viziata per alterazione del principio di oggettività ed imparzialità”.