Ad aprire la serata brasiliana i Gilsons, composti da José Gil, Francisco Gil e João Gil, rispettivamente figlio e nipoti di Gilberto Gil.
Le due generazioni successive al maestro spiccano di originalità e ne raccolgono l’eredità musicale.
Assieme alla tradizione baiana di samba e bossa nova, il trio aggiunge sonorità moderne di rap, funk e pop. Un trio che proietta la musica brasiliana verso il futuro.
E a concludere il concerto, il maestro Gilberto Gil, il mito della musica popolare brasiliana che ha portato a livelli di eccellenza, raccontando con le sue canzoni gli aspetti della vita quotidiana, della politica e della famiglia. Musicalmente, ha saputo incrociare le ricchissime tradizioni del suo paese, in particolare quelle di Bahia, con le radici africane da un lato e i nuovi suoni dall’altro.
La storia dell’artista non è solo musicale, ma anche politica e intellettuale. È stato ministro della cultura, in Francia gli è stata assegnata la Légion d’Honneur, è stato nominato dall’Unesco Artist for Peace e Ambasciatore della FAO.
Amico di Umbria Jazz, si esibì per la prima volta nel 1994; l’ultima, nel 2023, era circondato da figli e nipoti musicisti, cantanti, compositori e arrangiatori.
E alla fine di ieri sera, tutto il pubblico in piedi a ballare con le note della musica brasiliana.

Luca Dottori






























