Due concerti tra jazz-progressive e rock: il saluto dei Perigeo e il tributo dei Beat al repertorio dei King Crimson
Due band storiche di Rock progressive hanno fatto suonato nella serata di sabato dell’Arena Santa Giuliana.
I primi ad esibirsi sono stati i Perigeo, storica band di jazz-progressive che ebbe il suo clou negli anni ‘70, quando ci fu la svolta elettrica di Miles Davis e i Weather Report, loro ebbero il merito di far accostare a questo nuovo jazz elettrico una inedita fascia di pubblico, per lo più giovanile.
Il nome del loro tour “Perigeo-The last concert”, a detta di Giovanni Tommaso bassista del gruppo, sarà l’ultima volta.
All’Arena Santa Giuliana, un pubblico attento e selezionato è rimasto piacevolmente soggiogato da un sound di un’epoca tra un misto di nostalgia e piacere.
I 5 giovani ottantenni, accompagnati da Paternesi, secondo batterista e Imparato alle percussioni, non hanno nascosto la loro emozione, quasi più del pubblico che li ascoltava, senza andare troppo nei virtuosismi, dopo aver provato per 3 giorni nei sotterranei di un albergo cittadino.
Tra le curiosità, i Perigeo suonarono alla prima edizione di Umbria Jazz, in piazza IV Novembre.
Il secondo concerto della serata è dei Beat, band creata da due ex membri dei “King Crimson”, Adrian Belew e Tony Levin, oltre al virtuosismo della chitarra di Steve Vai e dalla batteria Danny Carey.
Un’impresa coraggiosa rimettere le mani su una “musica senza tempo. Bellissima. Complessa. Feroce. Per i fan che l’hanno vissuta allora, e per quelli che non hanno mai avuto modo di farne esperienza, il nostro obiettivo è riportarla in vita. Un compito monumentale”. Così ne parla Belew.
Una musica forte e travolgente che h travolto l’Arena per un salto nella musica di ricerca degli anni ‘80.
Luca Dottori

































