UJ: la leggenda Lloyd e l’innovazione di Blanchard e Coltrane aprono la settimana dell’Arena

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Il primo a salire sul palco è la leggenda del jazz Charles Lloyd, un “ragazzo” sassofonista di 88 anni, insignito proprio a Perugia dalla Berklee di Boston con una laurea honoris causa.
Suona dalla fine degli anni ‘50 nella città di Memphis dove ha fatto molta gavetta, per poi iniziare a suonare con e per tutti i più grandi musicisti jazz del panorama mondiale, tra cui Petrucciani, con il quale ha fatto ritorno negli anni ‘80, dopo una pausa di riflessione, ad incidere un disco per la Blue Note.

A Perugia torna con un quartetto, capitanato da lui, Gerald Clayton, Harish Raghavan e Kweku Sumbry, una formazione classica e suggestiva che incanta il Santa Giuliana, tributandogli applausi e alla fine una standing ovation.
La seconda parte della serata è il tributo a due mostri sacri del panorama Jazz, nati 100 anni fa, Miles Davis e John Coltrane.
Anche molto tempo dopo la loro scomparsa (Coltrane nel 1967 e Miles nel 1991) la loro eredità continua ad ispirare musicisti di ogni generazione.
Tra questi Terence Blanchard e Ravi Coltrane (il secondo figlio del grande sassofonista e di Alice) hanno unito storie e talento per rendere omaggio a due icone visionarie che hanno rivoluzionato il mondo della musica.

Blanchard è uno dei musicisti più influenti del jazz contemporaneo, compositore di opere importanti per il cinema e per il teatro, oltre che performer dal suono limpido e dal fraseggio emozionante.

Il sassofonista Coltrane ha speso la sua carriera sviluppando il proprio personale percorso e nello stesso tempo è restato sintonizzato sui “Giant Steps” di suo padre con un approccio che coniuga riverenza e ricerca.
L’omaggio non è stato un riproporre i loro brani famosi, ma ancora una ricerca di un suono tra jazz e fusion che ha estasiato il pubblico presente.

Luca Dottori