UDU, Rete degli Studenti Medi e Porco Rosso: torna la mobilità notturna a Perugia con la prima corsa di Gimo

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In occasione della prima corsa di Gimo, il servizio di mobilità notturna pensato e realizzato da UDU Perugia e Rete degli Studenti Medi Umbria nel 2016 e poi dismesso nel 2018, i riflettori tornano sul progetto.

Dopo quasi dieci anni di interruzione del servizio, la mobilità notturna torna tra le strade di Perugia, grazie al lavoro sinergico fra le UDU, Rete, Porco Rosso e il comune di Perugia che, insieme all’ADiSU Umbria, ha accolto e finanziato il progetto, restituendo alle giovani generazioni, alla comunità studentesca, ma più in generale alla cittadinanza tutta, una misura di welfare fondamentale.

Da oggi Perugia torna a vivere anche di notte, riacquisendo la forma di città universitaria attiva, di motore culturale, aggregativo e politico.

Ne parlano i rappresentanti delle sigle promotrici del progetto GIMO.

 

Introduce Nicoletta Schembari, Coordinatrice della Sinistra Universitaria UDU Perugia:

«Buonasera a tutte e a tutti,

vi confesso che essere qui oggi, tra le mura che per anni hanno ospitato le assemblee che hanno portato alla ripartenza di GIMO, è per noi molto emozionante.

Sono anni che lottiamo per questo momento e finalmente possiamo dire di avercela fatta.

 

Ritornare a parlare di GIMO, di mobilità notturna a Perugia, è molto più di quanto sembri.

Significa ritornare a parlare con la città e significa anche saper essere ascoltate dalla città.

 

Finalmente, dopo anni, il comune di Perugia e la sua amministrazione hanno riconosciuto il diritto a tutte e tutti gli studenti alla mobilità in senso ampio. Hanno riconosciuto il diritto a tutta quanta la cittadinanza a una mobilità notturna, senza la quale pensare di vivere le attività serali del centro storico, che siano esse aggregative, politiche, culturali, sarebbe stato impensabile. Una mobilità notturna che restituirà vita anche alle periferie.

 

La nostra città ha visto susseguirsi, anno dopo anno., ondate di crisi abitativa, alcune così gravi da costringere gli studenti ad abbandonare il desiderio di venire a studiare nella nostra città. GIMO, per noi, significa superare questo modello. Significa superare l’idea che le giovani e i giovani che decidono di strasferirsi a Perugia debbano vivere per forza in centro, pagando affitti insostenibili, spesso in condizioni abitative pessime.

GIMO significa ridare identità e dignità a tutti i quartieri della nostra città, significa torna ad essere collegati, significa, pure nel rispetto delle peculiarità che caratterizzano ogni zona, ricominciare ad essere un’unica grande città.

 

Ci teniamo poi a sottolineare la collaborazione con l’agenzia per il diritto allo studio Adisu Umbria.

Già durante la scorsa amministrazione, come rappresentanti, abbiamo chiesto lo stanziamento di fondi per la mobilità notturna. Uno stanziamento ottenuto con grandissima fatica, per poi scoprire che quei soldi erano stati immediatamente svincolati dal bilancio.

E questa è stata una grande opportunità persa, per la scorsa amministrazione.

Abbiamo nuovamente presentato l’istanza col cambio amministrazione dell’agenzia e ad oggi possiamo dire che l’ADiSU non solo stanzia dei fondi come richiesto da noi rappresentanti, ma lo fa vincolandoli a una voce di bilancio interamente dedicata alla mobilità notturna.

E questa per noi è una grande vittoria, perché finalmente l’agenzia per il diritto allo studio, insieme al comune, è capace di declinare il senso di diritto allo studio in modo sempre più ampio, garantendo alla comunità studentesca di poter vivere la città anche di notte.

 

Mi permetto di aggiungere un’ultima cosa.

Come sindacati studenteschi, come UDU, Rete degli studenti medi, porco rosso, da anni chiediamo la mobilità notturna come garanzia di un diritto allo studio davvero attento alle esigenze della comunità studentesca. Parte da qui, ma GIMO, per noi è qualcosa di più grande: vuol dire garantire alle lavoratrici e ai lavoratori dei turni notturni la possibilità di scegliere di non mettersi al volante dopo un turno di otto ore. Vuole dire promuovere l’invecchiamento attivo, dando alle pensionate e ai pensionati la possibilità di muoversi per la città in autonomia.

E vuol dire anche dare a tutte e tutti i cittadini un’alternativa accessibile all’auto, ponendo l’attenzione sulla tutela ambientale della nostra città.

 

Non mi dilungo oltre, ma vorrei lasciare questa conferenza con la consapevolezza di una vittoria comune, e con l’auspicio di un servizio che possa farsi sempre più grande e capillare.»

 

Prosegue Lorenzo Ferranti, Coordinatore di Altra Scuola – Rete degli Studenti Medi Umbria

Buongiorno a tutti e a tutte,

sono Lorenzo Ferranti, coordinatore di Altrascuola, e intervengo oggi a nome degli studenti delle scuole superiori.

Per la categoria che rappresento, questo progetto costituisce un risultato importante per la vita della nostra città. I benefici principali riguardano soprattutto la dimensione aggregativa e sociale: questa nuova modalità di mobilità notturna, diversa da quelle sperimentate in passato, amplia significativamente le comunità servite.

Ed è proprio questo il punto centrale: non si tratta di un servizio pensato esclusivamente per le università o per i collegi universitari, ma di un progetto che finalmente coinvolge anche gli studenti delle scuole superiori, compresi quelli che vivono nelle frazioni o nelle aree meno collegate del territorio comunale.

Questo significa dare la possibilità a tanti ragazzi e ragazze che oggi hanno difficoltà a spostarsi nelle ore serali di partecipare pienamente alla vita della città, di raggiungere i luoghi di aggregazione, il centro storico, gli spazi culturali e sociali che Perugia offre.

Aumentare le comunità servite significa anche contrastare l’isolamento sociale e ridare vitalità ai territori. Per troppo tempo una parte del tessuto studentesco delle scuole superiori è stata lasciata ai margini.

La mia generazione è la generazione del “campetto”: una generazione che ha vissuto il COVID durante gli anni più importanti della socialità, subendo un forte impoverimento delle possibilità di aggregazione. Per questo un sistema di mobilità notturna efficiente non è soltanto una questione di trasporti: è uno strumento che ricuce relazioni, crea connessioni e restituisce spazi di socialità ai giovani.

C’è poi un altro aspetto fondamentale: la sostenibilità ambientale.

Alla mia età molti iniziano a prendere la patente; chi non ce l’ha spesso deve dipendere dai genitori per ogni spostamento serale. Ridurre il numero di automobili in circolazione significa migliorare la qualità dell’aria e la vivibilità della nostra città. Perugia, lo sappiamo, ha un numero molto elevato di auto pro capite, e iniziative come questa possono contribuire concretamente ad affrontare questo problema.

Per questo accogliamo con grande soddisfazione il fatto che, finalmente, si stia affrontando con serietà il tema della mobilità notturna. Da anni chiedevamo un impegno concreto da parte delle amministrazioni locali, e oggi vediamo un primo passo importante in questa direzione.

Ci auguriamo che questo progetto riesca a dimostrare pienamente la propria validità e a diventare davvero un ponte tra tutte quelle comunità che, troppo spesso, dopo una certa ora si “spengono”. Perché garantire mobilità significa anche garantire libertà: la libertà di vivere la città, di incontrarsi, di partecipare, anche semplicemente di andare a mangiare una pizza in centro con i propri amici.

E questa, per noi, è una conquista fondamentale.

 

Conclude Orsola Basile, esecutivo del circolo Arci Il Porco Rosso:

 

«Oggi è una giornata importante perché finalmente la mobilità notturna torna finalmente a Perugia. Questo un risultato concreto, ottenuto grazie al lavoro costante dell’udu, della rete degli studenti medi e del circolo Arci il porco rosso e all’ascolto sul tema dell’amministrazione e dell’adisu.

 

Finalmente da stasera Centro storico e Periferie tornano a parlarsi. Le anime che abitano questa città possono tornare ad incontrarsi, a collaborare e a lavorare insieme per un Perugia più accogliente, più accessibile, più inclusiva, più viva.

 

Da stasera tutte le persone che vivono di notte questa città possono iniziare a sentirsi parte di una comunità, di un qualcosa di condiviso, di un’idea di città che per troppo tempo è sembrata lontana.

 

Gimo rappresenta un traguardo fondamentale con un valore profondo per la nostra comunità. Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo anche stasera ma assume ancora più valore in questo momento storico, in cui oltre ad essere un servizio è anche uno strumento, che auspichiamo, possa contribuire a ripopolare il centro storico, a farlo tornare vivo nei sui vicoli, a renderlo nuovamente un presidio di aggregazione, socialità e cultura.

 

Quella di oggi è una serata importante perché finalmente Perugia ritorna ad essere una città attenta alla sicurezza, all’ambiente e alla qualità della vita, attenta ad accogliere e a collegare, anche attraverso la mobilità notturna»