“In merito alla situazione della scuola “Dante Alighieri” di Città di Castello, è necessario fare chiarezza, ristabilendo la realtà dei fatti ed evitando ricostruzioni fantasiose che non tengono conto dell’effettivo svolgimento degli eventi e delle specifiche responsabilità istituzionali.
Il Comune di Città di Castello ha partecipato autonomamente a un bando pubblico finanziato con risorse PNRR per la realizzazione di “scuole nuove mediante demolizione e ricostruzione”. È stata una scelta esclusiva e discrezionale dell’Amministrazione comunale quella di candidare il plesso della scuola “Dante Alighieri” per un intervento basato sulla totale demolizione del preesistente manufatto. Tale decisione è stata motivata dallo stesso Comune a fronte di risultanze tecniche inequivocabili: i valori di rischio sismico dei vari corpi di fabbrica sono stati definiti “scadenti”. Il valore dichiarato dall’ente (0,43) non raggiungeva infatti nemmeno il limite minimo previsto per il semplice miglioramento sismico, un dato particolarmente critico se contestualizzato in un territorio storicamente classificato ad alto rischio sismico.
Va anche evidenziato che il Comune non ha mai fatto istanza per risorse aggiuntive di affitti di spazi o di noleggi di strutture per allocare gli studenti, avendo individuato una propria e autonoma soluzione senza ricorrere al supporto, comunque offerto, del Ministero.
Altra questione è il dimensionamento della rete scolastica, che costituisce una riforma PNRR definita dal precedente Governo. Tale dimensionamento è stato operato da un Commissario straordinario nominato solo a seguito dell’inerzia accertata della Regione, che avrebbe potuto provvedere nei termini e scegliere la migliore soluzione possibile per la rete scolastica umbra evitando il Commissariamento. Il TAR ha annullato il provvedimento del Commissario straordinario e il Ministero ne ha preso atto ma, essendo ormai esaurito il potere commissariale legato esclusivamente all’iniziale inerzia della regione, spetta ora alla Regione Umbria esprimersi facendo valere e rivivere magari proprio quell’istruttoria che, si afferma, essere stata “ribaltata dal Commissario”. Di certo l’anno scolastico non è a rischio e tutte le operazioni sono state effettuate in tempo proprio per garantirne il regolare avvio”.
Così in una nota il Consigliere del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Valeria Alessandrini (Lega)































