Schengen-Spagna, Squarta: «Scelta giusta. Sánchez fischiato in Spagna, applaudito dalla sinistra italiana»

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L’eurodeputato di Fratelli d’Italia e del gruppo ECR Marco Squarta esprime piena condivisione per la decisione del Governo italiano di sospendere per un mese, dal 1° agosto, la libera circolazione con la Spagna prevista da Schengen.

 

La misura arriva dopo la grave crisi migratoria di Ceuta, dove migliaia di persone hanno tentato di entrare nel territorio spagnolo a nuoto o attraverso forzature delle frontiere, con un bilancio di vittime ancora in aggiornamento.

Il provvedimento applica una clausola di salvaguardia già utilizzata da altri Paesi europei, Francia compresa, e riguarda esclusivamente i cittadini extraeuropei in transito attraverso porti e aeroporti spagnoli.

«Chi obietta che Italia e Spagna non condividono un confine terrestre dimentica come funziona Schengen», dichiara Squarta.

«Chi viene regolarizzato a Madrid può salire su un aereo e circolare per mesi in tutta Europa senza controlli sistematici alle frontiere. Le scelte di un Paese membro sull’immigrazione irregolare ricadono sulla sicurezza di tutti gli altri, e nessuno Stato può accettare passivamente che le politiche di un altro mettano a rischio l’intero continente».

Le contestazioni a Sánchez in Spagna

Squarta osserva inoltre come, proprio in questi giorni, il premier spagnolo Pedro Sánchez, recatosi a Ceuta, sia stato accolto da fischi, insulti e cori che ne chiedevano le dimissioni da parte di alcuni cittadini spagnoli, in un Paese già attraversato da mesi di tensioni legate alle inchieste giudiziarie sul suo partito e sulla sua famiglia.

«È significativo che proprio mentre gli spagnoli fischiano Sánchez e gli chiedono di dimettersi, la sinistra italiana continui a indicarlo come modello, anche in materia di immigrazione», afferma Squarta.

«Chi in Italia lo addita come esempio da seguire dovrebbe spiegare agli italiani perché a contestarlo per primi siano proprio alcuni dei suoi connazionali».

Immigrazione e sicurezza europea

Squarta collega la crisi anche al decreto con cui il Governo Sánchez ha previsto la regolarizzazione di 500mila migranti, che avrebbe raccolto oltre un milione di domande, e a una sentenza della Corte Suprema spagnola che vieta i respingimenti di chi arriva a nuoto a Ceuta, una situazione che, secondo Madrid, viene sfruttata dalle reti di trafficanti.

«Il Governo Meloni sta dimostrando che si può tutelare la sicurezza nazionale nel pieno rispetto delle regole europee, agendo con fermezza e responsabilità», conclude l’eurodeputato.