Partecipato confronto a Tavernelle di Panicale tra il sindacato pensionati e la presidente Proietti. Quasi il doppio le richieste di accesso rispetto ai 136 posti disponibili, con prezzi “troppo alti”
Circa trecento persone hanno partecipato al confronto con i vertici della Regione organizzato a Tavernelle di Panicale dallo Spi Cgil comprensoriale e provinciale sulla situazione delle residenze protette nel Trasimeno. Segno che c’è grande interesse e attenzione rispetto a questa tematica. D’altronde, i posti disponibili nelle tre strutture del territorio (Casa Serena Prof. Zeffirino Rinaldi di Magione, Creusa Brizi Bittoni di Città della Pieve e San Sebastiano a Panicale) sono 136, ma ne servirebbero quasi altrettanti per soddisfare tutte numerose le richieste che arrivano da una popolazione che tende progressivamente a invecchiare. Oltretutto, solo pochi possono permettersi i costi di accesso a tali strutture, nonostante le agevolazioni pubbliche. Tale situazione ha spinto l’organizzazione sindacale dei pensionati Lega Spi Cgil Trasimeno ad aprire un confronto con le istituzioni per cercare di risolvere tali criticità, anche alla luce del fatto che i suoi iscritti svolgono attività di volontariato all’interno di queste strutture, proprio per contribuire al miglioramento della qualità della vita degli ospiti.
All’incontro che si è tenuto mercoledì 8 luglio al centro polifunzionale L’Occhio sono intervenuti Giulio Cherubini, presidente dell’Unione dei Comuni del Trasimeno e sindaco di Panicale, che nel suo intervento ha espresso apprezzamento per l’iniziativa, Fabrizio Fratini, segretario generale dello Spi Cgil Perugia, Vincenzo Cappannini, presidente della residenza protetta Bittoni di Città della Pieve e presidente di Uneba (Unione nazionale istituzioni e iniziative di assistenza sociale) Umbria, Simona Meloni, assessore della Regione Umbria, Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, e Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil Perugia. A presiedere l’iniziativa è stato il segretario della lega Spi Cgil Trasimeno, Giorgio Fioretto.
“Dall’insieme degli interventi – hanno commentato Fratini e Fioretto – è emerso che all’argomento non si dedica l’attenzione necessaria, venendo trattato come appendice di altri temi, mentre è invece di primaria importanza sia per gli anziani che per le loro famiglie. Oggi le famiglie, per come sono composte, difficilmente possono provvedere all’assistenza dei propri cari. Quindi la permanenza in casa, tutt’ora preferibile ad altre soluzioni, è praticabile fino a un certo punto. Quando sopraggiungono seri problemi fisici o mentali, diventa gioco forza ricorrere alla soluzione delle residenze protette”.
E qui sorgono problemi molto seri.
“In primo luogo – spiegano i due segretari Spi – è difficilissimo essere ammessi a causa di lunghe liste di attesa. In secondo luogo le rette sono molto alte. In Umbria nel 2026 la tariffa intera, anche a seguito di aumenti consecutivi, è arrivata a 3.600 euro mensili pari a 120 euro al giorno. Nel 2024 la retta giornaliera era di 105 euro al giorno e nel 2025 di 113 euro al giorno. Tariffe dovute a costi difficilmente comprimibili a garanzia della qualità del servizio offerto e al rispetto delle leggi. Nella maggior parte dei casi, la Regione interviene contribuendo al 50%, ma anche 1.800 euro al mese sono difficili da sostenere per le famiglie, vista la media delle pensioni e degli stipendi”. Quindi la sollecitazione alla presidente Proietti la quale si è impegnata a trovare le risorse necessarie per sopperire alle carenze di posti letto convenzionati, in un confronto continuo con il sindacato. Durante il suo intervento, poi, Fratini ha particolarmente impressionato la platea esprimendo un concetto fortemente apprezzato, ovvero che il sindacato pensionati richiede “posti di vita e non posti letto”.
L’assessore Meloni ha richiamato le iniziative della giunta regionale per il territorio lacustre, sottolineando la necessità di puntare sempre più sulle cure domiciliari.
Il presidente Cappannini ha ricordato che la loro attività è svolta per “missione e non per lucro” e ha evidenziato l’importanza del Codice etico che tutte le realtà Uneba hanno adottato a garanzia dell’impegno assunto sia nei confronti degli utenti che dei lavoratori.
Nelle sue conclusioni, Pampanelli ha rimarcato l’importanza di mettere a terra delle soluzioni in tempi brevi e la necessità un confronto serrato.
Tra i presenti in sala si segnalano i sindaci del Trasimeno, Cristian Betti, capogruppo Pd in Consiglio regionale, Damiano Bernardini, segretario regionale Pd Umbria, Roberto Lombrici, segretario Pd Trasimeno, Luca Sargentini del Movimento 5 stelle, Oliviero Cappuccini dello Spi nazionale, Michele Aagnani, segretario regionale Fp Cgil Umbria, Massimiliano Cofani, segretario generale Filcams Cgil Perugia, Manlio Mariotti, presidente Auser Umbria, e i segretari di Lega Spi Alto Tevere, Maurizio Maurizi, Media Valle, Giorgio Posti, e Foligno, Fabrizio Bucciarelli.
Al termine dell’incontro, la presidente Proietti e l’assessore Meloni hanno sottoscritto le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla Cgil su sanità ed appalti.























