Raddoppio ferroviario Campello-Spoleto, lavori ripresi: conclusione prevista nel 2028

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Enrico Melasecche (capogruppo Lega Umbria):

“Fare l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti comporta necessariamente una visione ampia, affrontare l’estrema complessità ed articolazione delle opere necessarie e di quelle cantierate, il reperimento dei finanziamenti, la determinazione nel conseguire gli obiettivi che la comunità regionale attende da decenni superando le inevitabili difficoltà quotidiane in un rapporto di collaborazione con RFI e le altre società del Gruppo FSI. Occorre anche il coraggio di decidere perché, come esperienza insegna, se ti trovi alla mercé di qualsiasi interesse di partito o di sindacato, se devi sottostare a pressioni di altre regioni, sei portato a rimandare a tempi futuri e incerti persino le soluzioni che urgono. Uno dei cento obiettivi che ho seguito personalmente e che continuo a seguire, nella funzione di assessore ombra di settore, che mi diverto ad esercitare rispetto a questa giunta ballerina malata della sindrome di Calimero, è quello del raddoppio ferroviario della tratta Spoleto–Campello che si sviluppa per circa 10 km, per lo più in variante di tracciato di cui 3,6 km in galleria. I lavori, riavviati nel 2002, hanno visto successive risoluzioni contrattuali, riconducibili a problematiche delle varie ditte appaltatrici che si sono susseguite nel tempo fra cui l’interdittiva antimafia, capitata fra capo e collo, che ha impedito a RFI ed alla giunta di centrodestra di concludere i lavori entro il 2024, per superare la quale mi sono comunque adoperato non poco per ridurre il danno al minimo. Nel complesso rimane circa un anno e mezzo di lavori per circa 41 milioni, già totalmente finanziati per completare quest’opera, complessa quanto sfortunata, per il primo trimestre 2028. Comunque dal dicembre 2020 è stato possibile attivare il binario unico su nuova sede, in modo da poter dismettere la linea storica e sopprimere ben quattro passaggi a livello. Si sta lavorando oggi ad una nuova sotto stazione elettrica per l’alimentazione della linea ferroviaria nonché gli interventi necessari nelle Stazioni di Spoleto e di Campello per consentire l’allaccio al doppio binario con vari appalti tra loro strettamente interconnessi. Di recente sono stati completati gli ultimi scavalchi su viabilità locali a Cortaccione e Madonna di Lugo completando la configurazione della nuova sede ferroviaria. Sono in fase di ultimazione il montaggio delle barriere antirumore e la sistemazione idraulica del fosso Licina. Sono inoltre in corso le attività relative alle tecnologie ferroviarie che prevedono un up-grade dei sistemi oggi in uso riguardo soprattutto al sistema di gestione del traffico ferroviario della Stazione di Spoleto. A seguire si procederà alla realizzazione della sovrastruttura ferroviaria con la posa della palificata per la trazione elettrica e la stesa del binario. È in fase di realizzazione anche la sotto stazione elettrica presso Spoleto che potenzierà la capacità del tratto ferroviario. Attualmente sono in fase di chiusura le relative opere civili e si procederà a breve all’istallazione della componentistica elettronica. Il completamento di questo cantiere rappresenta un traguardo importante per il potenziamento della direttrice Orte-Falconara, con benefici in termini di capacità, regolarità, affidabilità e qualità del servizio ferroviario. Nel frattempo si stanno completando nel frattempo altri due tratti di raddoppio nelle Marche, frutto tutti e tre i progetti citati delle decisioni che prendemmo al tavolo paritetico fra Regione Umbria, Marche e RFI per migliorare decisamente le prestazioni finali sia per i viaggiatori che debbono scendere verso Roma che quelli che salgono verso Ancona e l’Adriatico. Prossima tappa la realizzazione del raddoppio della tratta Spoleto-Terni di cui siamo riusciti a fare predisporre il progetto preliminare ma su cui la giunta Proietti non ha finora fatto cenno. Qual è la visione programmatica di questa giunta? Quella del lamento quotidiano o della confusione dei no a tutto quanto condotto a buon fine in precedenza? O quella delle richieste estemporanee al governo che cambiano in continuazione l’elenco delle priorità ferroviarie e stradali? Oppure quella della serietà collaborativa sui progetti e sulle decisioni forti che urgono?”