Far conoscere ai ragazzi il mondo del lavoro attraverso esperienze concrete, incontri con professionisti e visite in azienda. È questo l’obiettivo del Project Work promosso nell’ambito del progetto Evo 4.0, iniziativa orientativa rivolta ad alcune scuole del territorio perugino e non solo. A spiegare il percorso è stato Michele Pastorelli della cooperativa Borgorete, che ha collaborato con la collega Elisa Modesti ed ha illustrato le attività già svolte all’istituto Casimiri di Gualdo Tadino e al Pascal Cavour Marconi di Perugia. “Il Project Work è strutturato in tre incontri”, ha spiegato Pastorelli. “Nel primo incontro presentiamo ai ragazzi un esperto, cioè una persona che lavora in azienda come dipendente o imprenditore ed è legata al percorso di studi degli studenti”. Nel caso del Casimiri, i ragazzi hanno incontrato professionisti della Grafox, azienda attiva nel settore della grafica pubblicitaria, mentre al Pascal Cavour Marconi è intervenuto l’ex professore Nini, titolare della Valtoplast, azienda che produce buste e contenitori di plastica.
“Gli studenti ascoltano la storia personale e professionale dell’esperto e iniziano a conoscere il mondo del lavoro che un domani potrebbero intraprendere”, ha aggiunto Pastorelli. Il secondo incontro ha previsto invece una visita direttamente nelle aziende coinvolte. “Abbiamo portato i ragazzi dentro le aziende così da permettere loro di vedere concretamente cosa significa la-vorare in una linea produttiva”, ha spiegato.

Durante le visite gli studenti hanno potuto osservare i processi produttivi, fare domande e confrontarsi con imprenditori e collaboratori. Nel caso della Grafox, azienda legata alla grafica pubblicitaria, i ragazzi hanno scoperto le molte possibilità creative offerte dal settore, mentre alla Valtoplast hanno approfondito anche temi come il riciclo della plastica e le energie rinnovabili, argomenti collegati al loro percorso di studi.
L’ultimo incontro, infine, è dedicato alla restituzione dell’esperienza e alla simulazione di un colloquio di lavoro attraverso attività di role play. “Cerchiamo di capire quali siano stati gli aspetti positivi e negativi degli incontri e poi simuliamo un colloquio di lavoro, per dare ai ragazzi un’idea il più possibile reale di ciò che li aspetterà una volta terminato il percorso scolastico”, ha spiegato Pastorelli. Tra gli studenti coinvolti c’è anche Ugo Azado di Ponte San Giovanni, che ha definito il progetto “interessante”, soffermandosi in particolare sulla visita alla Valtoplast di Valtopina. “Mi è piaciuto soprattutto andare a vedere l’azienda”, ha raccontato. “Ci hanno spiegato come era fatta, cosa producevano, come producevano l’elettricità e in che modo risparmiavano”. Secondo Ugo, iniziative di questo tipo rappresentano un vantaggio soprattutto per chi, dopo la scuola, vuole iniziare subito a lavorare. “La scuola comunque ti aiuta, è una buona cosa”. Per il proprio futuro, però, lo studente sembra avere già le idee chiare: “Penso di proseguire con l’università. Mi piacerebbe fare biologia oppure fisioterapia”.
IL PROGETTO EVO 4.0
E’ guidato dal Consorzio Abn e composto da Istituzioni scolastiche (l’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Cavour – Marconi – Pascal’ di Perugia, l’I.I.S. Scientifico e Tecnico di Orvieto, l’I.P.I.A. “E.Orfini” di Foligno, l’Istituto Istruzione Superiore “Gandhi” di Narni, l’Istituto Omnicomprensivo Ipsia ‘Pertini’-CPIA di Terni, l’Istituto Istruzione Superiore “R. Casimiri” di Gualdo Tadino), Enti del Terzo Settore (le cooperative B+, Borgorete, Il Quadrifoglio, Il Poliedro, COOSS e l’Associazione Wega), Agenzie educative e formative (l’ITS Umbria Made in Italy, l’Istituto Italiano di Design Anwa, l’Università delle Arti e dei Mestieri e Land) e organizzazioni esperte nel Community Engagement e nella valutazione di impatto sociale (Human Foundation e Sin)
Diana Ilascu



























