Perugia, mozione urgente contro la “remigrazione”: la maggioranza difende i valori costituzionali

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In risposta all’iniziativa di Lega e CasaPound, i gruppi consiliari  riaffermano la tradizione democratica e antifascista della città

   

I gruppi di maggioranza del Consiglio comunale di Perugia annunciano la presentazione di una mozione urgente in risposta all’iniziativa promossa in città dalla Lega e da CasaPound sul tema della cosiddetta “remigrazione”.
“Siamo di fronte a una parola che non può essere derubricata a semplice provocazione politica. Dietro il termine “remigrazione” si affaccia una visione della società fondata sull’esclusione, sulla selezione delle appartenenze, sulla contrapposizione tra cittadini e persone considerate estranee alla comunità. Una visione che contrasta con il dettato costituzionale, con il principio di uguaglianza, con la tutela della dignità umana e con il ripudio di ogni discriminazione.
Perugia è una città dalla profonda tradizione democratica e antifascista, sede universitaria e luogo di incontro tra culture, generazioni e provenienze diverse. Il pluralismo, la convivenza e la capacità di accogliere non sono elementi accessori, ma parte viva della sua identità civile e della sua storia.
Per questo riteniamo necessario che il Consiglio comunale assuma una posizione chiara. La mozione urgente che presenteremo impegna l’Assemblea a riaffermare i valori costituzionali della nostra comunità, a respingere ogni linguaggio e ogni proposta che richiami pratiche di esclusione o allontanamento su base etnica, culturale o sociale, e a promuovere politiche pubbliche fondate sulla coesione, sui diritti, sulla legalità e sulla responsabilità.
Perugia non si costruisce alimentando paura e divisioni. Si costruisce governando i processi sociali, investendo nell’integrazione, nella sicurezza urbana, nell’accesso ai servizi, nella partecipazione, nel lavoro, nella scuola e nella cultura.
Di fronte a parole e iniziative che rischiano di riportare il dibattito pubblico fuori dal perimetro dei principi democratici, le istituzioni hanno il dovere di non restare in silenzio. La nostra risposta sarà politica, istituzionale e costituzionale”.