Gentili: “Serve una misura più equa anche per il ceto medio”
La maggioranza in Consiglio comunale a Perugia ha deciso di non riconoscere l’urgenza all’atto di indirizzo presentato dal Vice Presidente del Consiglio comunale e componente della Segreteria nazionale FI Giovani, Edoardo Gentili, sulla misura “Umbria Vai” e, in particolare, sull’agevolazione per l’abbonamento annuale studenti Busitalia.
L’atto chiedeva all’Amministrazione comunale di attivarsi nei confronti della Regione Umbria per sollecitare una revisione dell’attuale sistema, che prevede l’abbonamento agevolato a €70 per gli studenti appartenenti a nuclei familiari con ISEE fino a €30.000.
La richiesta non era quella di eliminare il sostegno alle famiglie economicamente più fragili, ma di rendere la misura maggiormente equa, valutando una più articolata suddivisione in fasce ISEE, una modulazione progressiva della tariffa o l’individuazione di una soglia massima, evitando che il semplice superamento dei €30.000 comporti la perdita totale dell’agevolazione.
«Il punto politico oggi non è che la maggioranza abbia bocciato nel merito la nostra proposta – sottolinea Gentili – ma che abbia scelto di non considerare urgente la questione. È questo che ritengo grave. Abbiamo chiesto semplicemente al Comune di attivarsi nei confronti della Regione su una misura che riguarda direttamente le famiglie e gli studenti. Per la maggioranza, evidentemente, questa richiesta può aspettare».
Secondo Gentili, la questione assume un peso ancora maggiore alla luce della situazione economica delle famiglie umbre e della recente manovra fiscale regionale.
«Il ceto medio è oggi una delle fasce maggiormente penalizzate: è chiamato a sostenere un peso fiscale importante, anche alla luce della manovra regionale, ma troppo spesso rimane escluso dalle agevolazioni perché supera le soglie ISEE previste. È la fascia che rischia di pagare due volte: attraverso le tasse contribuisce in maniera significativa a sostenere il welfare e, allo stesso tempo, quando vengono distribuite le agevolazioni, spesso non rientra tra i beneficiari».
«Non stiamo mettendo in discussione – continua Gentili – la necessità di sostenere chi ha maggiori difficoltà economiche. È giusto che chi ha meno riceva un aiuto maggiore. Ma equità non significa tracciare una linea invalicabile a €30.000 di ISEE e considerare automaticamente non meritevole di alcun sostegno chi si trova appena al di sopra».
La proposta avanzata da Gentili chiedeva proprio di aprire un confronto con la Regione su un sistema più graduale.
«Si potevano valutare più fasce ISEE, una tariffa progressiva, una soglia massima o altre soluzioni. Non abbiamo imposto una ricetta: abbiamo chiesto all’Amministrazione di farsi parte attiva per trovare una soluzione più equa. Eppure la maggioranza non ha ritenuto urgente nemmeno questo».
Il Vice Presidente del Consiglio comunale ricorda inoltre che il Comune di Perugia ha già sperimentato politiche di sostegno alla mobilità studentesca.
«Nel 2022 il Comune aveva promosso una convenzione che consentiva agli studenti universitari di avere un abbonamento annuale al TPL a €60, senza una soglia ISEE. Oggi chiediamo di confrontarsi con la Regione e di trovare una soluzione che possa sostenere gli studenti e, contemporaneamente, non lasciare completamente sole le famiglie del ceto medio».
La questione, secondo Gentili, riguarda anche la mobilità sostenibile e il futuro della città.
«Un abbonamento accessibile agli studenti significa incentivare il trasporto pubblico, ridurre l’utilizzo dell’auto privata e sostenere concretamente il diritto allo studio. Sono obiettivi che dovrebbero essere una priorità per qualsiasi amministrazione».
Infine, l’affondo sulla maggioranza: «La maggioranza oggi ha scelto di dire che questa questione non è urgente. Io credo invece che sia urgente parlare delle famiglie che vengono sistematicamente escluse dai bonus e dalle agevolazioni, mentre continuano a pagare integralmente tasse e servizi. È urgente parlare del ceto medio, soprattutto dopo una manovra fiscale regionale che ha ulteriormente gravato sulle famiglie umbre.»
«Il ceto medio non chiede privilegi. Chiede equità. È una fascia che sostiene in maniera importante il sistema fiscale e il nostro welfare e che non può essere considerata soltanto quando c’è da contribuire. Se il problema di queste famiglie, degli studenti e del costo della mobilità non è considerato urgente, allora è evidente che abbiamo una visione profondamente diversa delle priorità della città.»































