Donato e Nuzzo chiedono nuove regole per bilanciare attività economiche e residenza, seguendo i modelli di Firenze e Bologna
Antonio Donato, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Perugia, in merito all’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale insieme al consigliere Stefano Nuzzo (M5S) sulla tutela dell’identità storico-culturale del centro storico e sugli indirizzi per la disciplina delle attività economiche nelle aree di maggiore valore urbano spiega
Il centro storico di Perugia non è solo uno spazio urbano: è il cuore identitario della città, il luogo in cui storia, cultura, residenza e attività economiche devono continuare a convivere in equilibrio. Per questo abbiamo ritenuto necessario avviare una riflessione seria sugli strumenti che il Comune ha a disposizione per tutelarlo e accompagnarne lo sviluppo con maggiore attenzione
L’atto presentato da Antonio Donato e Stefano Nuzzo impegna l’amministrazione comunale ad avviare un percorso tecnico e amministrativo finalizzato a rafforzare gli strumenti di tutela e di governo delle trasformazioni economiche nel centro storico. In particolare, la proposta punta a verificare e coordinare gli strumenti urbanistici, commerciali e di tutela del decoro urbano già esistenti, individuare con maggiore chiarezza le aree della città caratterizzate da particolare valore storico-artistico e definire criteri oggettivi che consentano di valutare la compatibilità delle attività economiche con il contesto urbano e culturale del centro, mantenendo equilibrio tra funzioni commerciali, residenza e qualità degli spazi pubblici.
L’iniziativa richiama anche il quadro normativo nazionale già vigente che consente ai Comuni di intervenire per tutelare i contesti storici. In particolare, l’articolo 52 del Decreto Legislativo 42/2004, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, prevede la possibilità per le amministrazioni comunali di adottare misure finalizzate a garantire il decoro e la compatibilità delle attività economiche nelle aree di valore storico e monumentale. Proprio facendo leva su queste disposizioni, diverse città italiane hanno già introdotto regolamenti specifici per proteggere i propri centri storici e governare l’equilibrio delle attività economiche: tra i casi più noti vi sono Firenze, ma anche Bologna e Verona, che negli ultimi anni hanno adottato strumenti regolamentari per tutelare identità urbana, vivibilità e pluralità commerciale nei centri storici.
All’interno di questo percorso, l’ordine del giorno impegna inoltre l’amministrazione a valutare la predisposizione di una specifica disciplina regolamentare comunale, coordinata con gli strumenti urbanistici e con la programmazione commerciale, in grado di definire criteri chiari per l’insediamento, il trasferimento, l’ampliamento e la trasformazione delle attività economiche nelle aree di maggiore pregio storico e culturale della città.
Non si tratta di bloccare il commercio o limitare lo sviluppo della città. Al contrario, l’obiettivo è governare i cambiamenti con maggiore consapevolezza, mantenendo equilibrio tra attività economiche, residenza, qualità degli spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio storico e culturale
Secondo i due consiglieri, l’ordine del giorno rappresenta un primo passo per avviare un percorso di approfondimento istituzionale che coinvolga gli uffici comunali competenti, gli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale e gli operatori economici, con l’obiettivo di definire criteri chiari e trasparenti per accompagnare l’evoluzione del tessuto commerciale del centro storico.
Il centro storico di Perugia è una risorsa preziosa e non riproducibile. Proprio per questo va accompagnato nel suo sviluppo con attenzione, equilibrio e visione, affinché continui a essere un luogo vivo, attrattivo e riconoscibile per chi lo vive ogni giorno e per chi visita la nostra città
conclude Antonio Donato





























