Montelago Celtic Festival, sull’altopiano di Colforito esiste il mondo ideale

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Da oggi all’alba di domenica l’edizione 23 della kermesse dedicata alla musica e alla cultura nordica. Grandi protagonisti i perugini Trinaluna

 

Si dice che il 23 porti particolarmente fortuna. Ma il Montelago Celtic Festival, che da oggi all’alba di domenica 9 agosto potrà dire di aver toccato questo numero di edizioni, non ha certo bisogno di appellarsi alla cabala per confermarsi “un successo”. Raggiunto per l’ennesima volta ancora prima di cominciare, sia per il sold out in termini di presenze sia per la qualità della proposta artistica e la quantità di esperienze tra natura, tradizione, divertimento e pure misticismo di cui è stato riempito il programma di quattro giornate (e nottate) da vivere tutte d’un fiato. Nella “terra di mezzo” tra l’umbra Colfiorito e la marchigiana Serravalle di Chienti, lassù dove l’altopiano sembra fermare il tempo grazie anche alle montagne circostanti che lo proteggono, va in scena dunque uno degli eventi più rivoluzionari di sempre. In senso buono, ovviamente, perché come racconta il fondatore della kermesse Maurizio Serafini (ma lo sostengono a gran voce anche i tantissimi collaboratori – tutti volontari – a partire dalla compagna Cristina, dall’altra anima storica della manifestazione Luciano Monceri e dal figlio Michele Serafini che oggi è il direttore artistico) “quassù si viene in pace per vivere in un mondo ideale e in tutti questi anni non è mai successo nulla”. Nonostante, aggiungiamo noi, l’esuberanza – soprattutto giovanile – di circa 15.000 persone delle più diverse estrazioni che non sanno rinunciare alla vita in campeggio, alla buona musica ispirata alle terre del Nord, ad uno “stile artigiano” ogni volta da scoprire, al ritorno a sensazioni e perché no anche a giochi primordiali. Gli ultimi duemila fortunati sono quelli che dalle 7 del mattino di mercoledì, assiepati dalla notte precedente davanti alle mura della “città nomade”, sono riusciti a polverizzare i biglietti messi in vendita in pochi giri di lancette dell’orologio, con lultimo “staccato” poco prima delle 11. Un successo, insomma, dovuto alla garanzia di vivere all’aria aperta, socializzando tra decine di concerti, mangiate (e bevute) genuine e momenti di aggregazione, qualche giorno indimenticabile sulla base di quello che ogni anno viene vissuto nella più totale (ma sana) libertà.

Per tutto questo si dice che chi non è mai stato a Montelago non possa capire. E in effetti è così, anche perché grandissima parte dei partecipanti a quello che a a ragione può definirsi un rito collettivo sono fedelissimi di lunga data. Tuttavia, per gli altri il programma – ricchissimo anche per l’edizione 2026 – viene in soccorso per farsi un’idea. Con la proposta musicale che come sempre la fa da padrona e nella quale, prima di parlare di tutto il resto, è possibile “partigianamente” annunciare che si sono inseriti alla grande anche i Trinaluna, raffinata band di musica celtic progressive di Perugia, fondata nel 2021, che dopo il secondo posto all’European Celtic Contest dello scorso anno (tra i momenti più interessanti del Festival, riservato a gruppi emergenti) si è garantita ben due uscite per un 2026 davvero in rampa di lancio: quella di stasera (ore 22.45) addirittura sul palco del Main Stage e quella di sabato mattina (alle 12.30) sotto il tendone del celebre Mortimer Pub dove il flusso di suoni e balli è continuo. Una grande soddisfazione e un “bel colpo” per Minna Pehkonen (voce e violoncello), Sayako Obori (violino), Federico Pedini (chitarra), Giovanni Petrini (flauti), Ruggero Bonucci (basso) e Rocco Panzanelli (batteria e voce) alla terza partecipazione a Montelago e tutti uniti dall’amore per la tradizione irlandese e dal desiderio di esplorarne nuove possibilità espressive, contaminandola con linguaggi e influenze provenienti da generi diversi: dall’eleganza della musica classica alla tribalità del ritmo del funky e del jazz con l’unico fine di raccontare storie dimenticate e luoghi lontani.

Ma di Umbria si potrà parlare, sempre sabato sul palco del Mortimer Pub ma alle 15.30, anche con i Resonance nelle cui fila ci sono pure elementi di Lombardia e Lazio, tutti bravi a intrecciare l’essenza antica degli strumenti acustici con un linguaggio musicale moderno, per dare vita a un’atmosfera ricca di emozione e suggestione, in cui la delicatezza delle melodie irlandesi si lega al ritmo vigoroso della musica americana, creando armonie e ritmi avvolgenti. Passando, invece alle grandi band internazionali che saliranno sul maxi-palco del Main Stage riflettori puntati sugli Eluveitie, tra le più importanti band folk metal al mondo (stasera alle 21.15); i friulani Rhapsody of Fire, pionieri del symphonic power metal italiano (sempre staserra ma a mezzanotte); gli In Extremo, maestri tedeschi del Middle Age Metal (giovedì alle 21.30) a cui faranno seguito gli irlandesi The Scratch (ore 23.15), una delle realtà più sorprendenti della nuova scena europea. Accanto a loro anche la leggendaria band finlandese Värttinä (venerdì alle 21.30), l’Irish music dei Lúnasa (sabato alle 21.15), i travolgenti ed epici lombardi Folkstone (venerdì all’una di notte), gli irresistibili Steve ‘n’ Seagulls (sabato all’una di notte) oltre a decine di altri artisti, tra cui merita una segnalazione il trio francese dei Ciac Boum (giovedì alle 15,45 al Mortimer Pub), che attraversano il folk, il rock e la musica tradizionale, confermando Montelago come uno dei principali punti di riferimento all’interno del circuito musicale del Continente.

Accanto alla musica torna la Tenda Tolkien, da sempre uno degli spazi culturali più amati del Festival, con oltre venti incontri che accompagneranno il pubblico in un viaggio tra letteratura, fantastico, poesia, fumetto e filosofia, sempre nel segno de “I Legami” e della Fellowship, intesa come capacità di costruire comunità attraverso le storie. Tra gli appuntamenti più attesi figurano Wu Ming 4, con una nuova e provocatoria rilettura dell’opera di Tolkien, Teresa Radice e Stefano TurconiEnrico TerrinoniLaura PugnoGiorgiomaria CornelioMarco Ferrari, Loreta Minutilli, Denis Amadio, insieme alla rassegna del Montelago Cinema in cui, fra gli altri film, è programmata la trilogia Lo Hobbit. Da non dimenticare, poi, le cinque Accademie e le decine di workshop e attività en plein air che offriranno un percorso esperienziale che unisce musica, danza, artigianato, discipline antiche, escursionismo e pratiche outdoor. Dall’arpa celtica alle percussioni, dalle danze tradizionali alla lavorazione del legno, del cuoio e della carta, dall’arcieria storica ai cammini sui Sibillini, ogni partecipante potrà costruire il proprio personale viaggio all’interno del Festival. Spazio, infine, anche alle grandi aree tematiche che da anni caratterizzano la manifestazione. Nell’Arena Avalon protagonisti gli immancabili Highland Games e le emozionanti sfide ispirate alle tradizioni celtiche, mentre il The Riddle Pit sarà ancora una volta il ritrovo per gli appassionati del gioco intelligente, con tornei, giochi da tavolo, giochi di ruolo, laboratori e dimostrazioni aperte a esperti e principianti, dove i tanti momenti ludici si trasformeranno in un’occasione di scambio, collaborazione e fantasia. Alla Tenda Kids, largo ai piccoli Celti con le avventure-gioco dedicate alla scoperta del mondo del fantasy, mentre nell’Accampamento Storico, oltre alla possibilità di immergersi nel villaggio altomedievale, le Tende Eowyn e Arwen diverranno la cornice ideale per le attesissime cerimonie con rito celtico. Insomma, un’edizione tutta da vivere: le porte della città nomade si aprano!

Francesco Bircolotti