Minimetrò, Granieri: “Quelle parole non rappresentano i giovani. Per noi le divise sono un simbolo di sicurezza”

523
 

 

Gioventù Nazionale Umbria esprime profonda amarezza per il messaggio comparso sui display del Minimetrò di Perugia, nel quale si legge: “Quando incontro una persona in divisa, paura. Non so perché, paura.”

«Non vogliamo mettere in discussione eventuali scelte di marketing – dichiara il Commissario regionale di Gioventù Nazionale Umbria, Tommaso Granieri – ma non possiamo accettare che un messaggio del genere, peraltro ambiguo, venga rilanciato in uno spazio pubblico come se rappresentasse il sentimento della nostra generazione.

Per noi è esattamente il contrario. Quando vediamo una divisa non pensiamo alla paura, ma a qualcuno che ogni giorno sceglie di servire la propria Nazione, spesso mettendo a rischio la propria vita per proteggere la nostra. La stragrande maggioranza dei giovani guarda alle Forze dell’Ordine con rispetto e gratitudine.

Noi siamo cresciuti guardando all’esempio di uomini come Salvo D’Acquisto, degli agenti delle scorte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e di tutte quelle donne e quegli uomini che hanno sacrificato la propria vita per difendere lo Stato. Sono loro i modelli che vogliamo seguire e raccontare ai ragazzi della nostra età, non certo la diffidenza verso chi indossa una divisa.»

«Per questo chiediamo all’Amministrazione comunale di chiarire come siano stati selezionati questi contenuti e se ritenga davvero opportuno veicolare messaggi di questo tipo attraverso una struttura pubblica – continua Tommaso Merli, Coordinatore comunale di Gioventù Nazionale – Città di Perugia. In una città che ogni giorno chiede più sicurezza e più presenza dello Stato, ci saremmo aspettati campagne capaci di avvicinare i giovani alle Istituzioni, non di alimentare diffidenza nei loro confronti. Chi amministra Perugia dovrebbe utilizzare gli spazi pubblici per promuovere il rispetto della legalità e il valore di chi ogni giorno la difende.»

«Noi continueremo a stare dalla parte delle nostre Forze dell’Ordine, senza alcuna ambiguità. Se qualcuno vuole raccontare che i giovani hanno paura delle divise, sappia che non parla a nome della nostra generazione. La nostra generazione è orgogliosa di chi indossa un’uniforme, di chi serve lo Stato e di chi ogni giorno lavora perché le nostre città siano più sicure. È questa la cultura che vogliamo costruire e trasmettere ai nostri coetanei» conclude Granieri.