“L’avviso pubblicato per la concessione delle ex stazioni della Ferrovia Centrale Umbra si inserisce nel progetto di valorizzazione della linea FCU elaborato nella scorsa legislatura dalla giunta di centrodestra. Abbiamo immaginato questi immobili come parte di una rete di servizi e ospitalità legata alla mobilità sostenibile e al turismo lento”. Il capogruppo della Lega Umbria Enrico Melasecche, già assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti della Regione Umbria, interviene sul bando relativo all’utilizzo delle ex stazioni lungo la linea della FCU riqualificate grazie al bando Pinqua “Vivere l’Umbria” e gestito anche questo da ATER insieme agli altri tre in cui l’Umbria è risultata vincitrice durante la scorsa legislatura.
“Chi oggi afferma – dichiara Melasecche – che ATER avrebbe dovuto occuparsi solo di edilizia residenziale sociale, ha una visione molto ristretta e ben poca visione strategica rispetto all’assoluta necessità della nostra regione di utilizzare con intelligenza tutte le capacità e le professionalità innanzitutto pubbliche che abbiamo. Ringrazio pertanto tutti coloro che su preciso input dell’Assessorato che ho diretto hanno dimostrato duttilità e capacità creativa, quella che oggi produce frutti interessanti, del tutto originali nel panorama italiano. Mi auguro che le assegnazioni delle stazioni vengano effettuate con criteri rigorosi di merito, individuando soggetti realmente motivati e capaci di sviluppare attività in grado di valorizzare questi immobili ferroviari e attrarre turismo sul territorio. Il nostro progetto prevedeva proprio la creazione di una rete di servizi e ospitalità lungo la linea ferroviaria, capace di mettere in connessione mobilità sostenibile, cicloturismo e valorizzazione dei borghi, città, parchi, laghi, musei, archeologia, abbazie, cultura, natura e gastronomia, non solo in tutti i siti sulla linea ma anche quelli raggiungibili con le proprie bici caricate in treno o noleggiabili con il bike sharing in stazione. È auspicabile che i soggetti interessati vengano incentivati a consorziarsi fra di loro e non lasciati allo sbando, ottimizzando le rispettive attività e contribuendo a creare un sistema integrato che renda la Ferrovia Centrale Umbra un vero attrattore turistico per l’intera regione. Ora occorre accelerare la consegna degli immobili ai vincitori del bando – sottolinea Melasecche – sia per evitare il rischio di vandalismi alle stazioni, oggi riqualificate di tutto punto, sia per consentire l’avvio delle attività ma occorre anche accelerare la riattivazione del servizio ferroviario, intanto da Terni a Perugia e Città di Castello, in attesa che il cantiere verso Sansepolcro venga attivato nelle prossime settimane. Nel frattempo devono essere messi a terra anche i progetti che completano l’anello “Umbria Cuore verde d’Italia, Rail & Bike” grazie ai Comuni capofila di Gubbio e Sangemini, che avevamo finanziato e che vanno a completare la rete ciclabile connessa alla FCU, rispettivamente per la vecchia ferrovia dell’Appennino Centrale da Umbertide, sulla FCU, Gubbio e Fossato di Vico e, a scendere, la ciclabile della Antica Via Flaminia da Fossato fino a Sangemini e Terni dove si ricongiunge alla FCU. Il percorso ciclabile e ferroviario tra San Candido e Lienz che ho frequentemente citato e che sono andato a visitare appositamente tempo fa rappresenta un esempio virtuoso che dimostra come l’integrazione tra ferrovia, mobilità dolce e turismo possa generare sviluppo: l’Umbria ha tutte le caratteristiche per costruire un modello analogo. Sono convinto che abbiamo potenzialità rilevanti che potrebbero consentirci persino di superarlo”, conclude Melasecche.































