Mazzanti (Pensa Perugia): “Serve subito un Frecciarossa diretto con Roma”

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“I pendolari umbri non possono continuare a essere trattati come utenti di serie B”

   

Le notizie emerse sulla situazione ferroviaria umbra e sul congelamento dell’accordo con Rete Ferroviaria Italiana destano forte preoccupazione per il futuro della mobilità dei cittadini umbri e perugini. Secondo quanto riportato, l’ingresso di nuovi operatori sull’alta velocità rischia di comprimere ulteriormente gli spazi per i servizi regionali utilizzati quotidianamente da pendolari, studenti e lavoratori.

«Ancora una volta – dichiara Lorenzo Mazzanti, capogruppo di Pensa Perugia – i cittadini dell’Umbria rischiano di pagare il prezzo più alto di scelte infrastrutturali che non tengono conto delle esigenze dei territori. I pendolari umbri non possono continuare a essere trattati come utenti di serie B».

A questa situazione si aggiunge un’altra questione rimasta senza risposta: i treni regionali acquistati dalla giunta guidata da Catiuscia Marini nel 2018.

«A distanza di anni – prosegue Mazzanti – ancora non abbiamo notizie chiare sull’effettiva disponibilità e sull’impiego di quei convogli. È inaccettabile che investimenti fatti con risorse pubbliche non producano miglioramenti concreti per i cittadini».

Nel mirino anche la gestione del servizio ferroviario da parte di Trenitalia.

«Da troppo tempo assistiamo a una penalizzazione costante dei cittadini perugini e umbri: treni lenti, collegamenti complicati e tempi di percorrenza non adeguati per un capoluogo di regione».

Per questo Pensa Perugia ribadisce con forza una proposta chiara:

«Alla luce di queste notizie siamo ancora più convinti che Perugia abbia bisogno di un collegamento ferroviario diretto e veloce con Roma. Serve un Frecciarossa Perugia–Roma andata e ritorno, con al massimo fermate intermedie a Foligno e Terni. Basta soluzioni tampone e collegamenti macchinosi».

«Perugia è un capoluogo di regione – conclude Mazzanti – e merita infrastrutture moderne e collegamenti degni di questo ruolo. Non possiamo continuare a restare ai margini della rete ferroviaria nazionale».