La storia musicale di Elvis Costello chiude Umbria Jazz

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L’ultima serata di Umbria Jazz inizia con Judith Owen, cantautrice gallese che spazia tra jazz, blues, big band, rock, pop, musica classica e musical. Judith è cresciuta passando i fine settimana nel backstage della Royal Opera House, dove cantava il padre. L’energia travolgente della sua big band, la sensualità del jazz, la grinta del blues e una scrittura trascinante, il tutto interpretato con carisma e gioia, hanno deliziato la platea dell’arena, aggiungendo anche un ulteriore bis rispetto al programma iniziale. Infine a chiudere i 10 giorni di festival, arriva la la leggenda Elvis Costello con la sua unica data italiana del tour. Quando negli anni 70 in Inghilterra nasceva la tumultuosa stagione del punk e della New Wave, Elvis Costello, che aveva scelto il nome “Elvis” in onore del re del rock americano, aveva un modo tutto suo di stare ben dentro la contemporaneità. Le sue canzoni hanno fatto breccia, per cinquant’anni, in più di una generazione di fan e gli hanno fatto vincere riconoscimenti importanti, tra cui due Grammy, l’iscrizione alla Rock’n’Roll Hall of Fame, oltre a essere stato inserito tra i cento più grandi artisti di ogni tempo secondo Rolling Stone. Ieri sera la sua voce è partita piano, non chiara, disturbata, ma alla fine, Nella seconda parte, però, la voce si è riscaldata, regalando al pubblico un finale di concerto memorabile, che ha chiuso un’edizione da record di Umbria Jazz 2026.

Luca Dottori