Spoleto: “L’ospedale Covid è un oltraggio alla città”

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Ospedale di Spoleto, Barberini:
 

Spoleto: “L’ospedale Covid è un oltraggio alla città”. Dura presa di posizione del Sindaco Umberto de Augustinis

“E’ un gravissimo oltraggio alla città di Spoleto, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini. Non una riga dell’ordinanza, annunciata e illustrata in conferenza stampa dalla Presidente Donatella Tesei, è stata oggetto di confronto con l’amministrazione comunale”.

Il sindaco Umberto de Augustinis interviene così al termine della conferenza stampa della Regione nel corso della quale è stato illustrato il piano di riorganizzazione ospedaliera in funzione dell’emergenza sanitaria. All’ospedale di Spoleto – si spiega in una nota del Comune – verranno allestiti 70 posti per i malati Covid e resteranno attivi solo i servizi di oncologia, radioterapia e dialisi.

“Le informazioni – sostiene de Augustinis – le abbiamo apprese, come tutti, nel corso dell’incontro con i giornalisti: non c’è stata nemmeno la cortesia istituzionale (o volontà) di condividere i contenuti prima di renderli pubblici, di discuterli, di considerare le necessità di un territorio che ha sempre collaborato attivamente e con grande senso di responsabilità con i vertici regionali. Tutto questo è avvenuto nonostante le ragioni manifestate, i fortissimi dubbi espressi, la richiesta di non riorganizzare la rete ospedaliera regionale azzerando i servizi sanitari del nostro nosocomio. Niente di tutto questo è stato preso in considerazione: l’emergenza sanitaria è stata utilizzata in una chiave inaccettabile, nel metodo e nella sostanza, mortificando le ragioni di una città intera”.

“Ritengo inaccettabile – afferma ancora il sindaco – il comportamento della presidente Tesei, della Giunta regionale e dello staff sanitario. Mai avrei immaginato di dovermi esprimere in questi termini e mai avrei pensato di dovermi confrontare con una situazione del genere, soprattutto in un momento così delicato per tutti. Arrivati a questo punto faremo quanto è in nostro potere per evitare che la nostra comunità subisca le conseguenze di scelte così miopi e dannose”.