“Spesa farmaceutica, i tagli lineari della Regione sono pericolosi e anticostituzionali”

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Prosegue il viaggio dell'urologia per la S&R Farmaceutici

La nota del gruppo Pd

“Una sanità sull’orlo del baratro, con una spesa farmaceutica fuori controllo per arginare la quale il direttore Massimo D’Angelo ha disposto tagli lineari che limiteranno l’accesso alle cure, divenendo anche illegittimi e anticostituzionali”.

 

Così i consiglieri regionali del Partito democratico, Simona Meloni (capogruppo), Michele Bettarelli, Tommaso Bori e Fabio Paparelli, che hanno presentato un’interrogazione sul tema e che sarà in discussione nella seduta dell’Assemblea legislativa di domani (https://tinyurl.com/2s39y4wa).

“Quello che intendiamo sapere – spiegano i consiglieri Dem – è come sia conciliabile il diritto alla cura, sancito dalla Costituzione, con il piano di rientro in sanità varato dalla Regione Umbria. Gli umbri meritano una risposta anche in relazione alle ragioni e alle responsabilità per cui gli organi aziendali predisposti ai controlli della Regione non abbiano accertato uno scostamento dal tetto divenuto ‘monstre’. Quello che emerge – aggiungono – è anche che nella nostra regione vengano utilizzati maggiori quantità di dosi di farmaci e a maggior costo. Il quadro che si delinea, nonostante i compiti e le indicazioni, è che le aziende non avrebbero rispettato le misure di efficientamento, così da veder arrivare tagli. Una mannaia per i prescrittori della spesa del 25 per cento per le strutture di reumatologia, dermatologia, gastroenterologia e nefrologia, del 5 per cento per le strutture di oncologia ed ematologia, del 10 per tutte le altre. Una scure che non fa neanche riferimento all’appropriatezza prescrittiva e che rischia di limitare l’accesso delle cure ai pazienti. Misure – continuano i consiglieri del Pd – che hanno raccolto lo sconcerto unanime di associazioni di tutela dei pazienti, operatori sanitari, organi di rappresentanza dell’industria farmaceutica, medici e Federfarma. Tutti infatti hanno evidenziato come, per esempio, esistano farmaci capaci di garantire cure a prezzi accessibili, ma anche che limitando la possibilità di scelta a farmaci predeterminati, si rischi di rendere inefficace il percorso individuale di cura di ciascuno. Entrando nello specifico dei numeri – osservano Meloni, Bettarelli, Bori e Paparelli – stando ai dati forniti dal coordinatore della cabina di regia per governance farmaceutica, Fausto Bartolini, nel 2022 la spesa farmaceutica in Umbria supererà 484 milioni di euro, contro un tetto nazionale di 351. Uno sfondamento di oltre 133 milioni che, affiancato alla risposta dell’assessore Fioroni in Aula (in sostituzione di Coletto) certifica la difficoltà economica del sistema sanitario regionale, con un disavanzo di cui non è ancora noto l’ammontare. Senza contare che con lo sforamento si verificano anche delle limitazioni ai cittadini sul fondo sanitario nazionale. Infine – concludono – non possiamo che apprezzare, pur giudicandolo tardivo, l’incontro annunciato dal direttore regionale D’Angelo con gli ordini dei medici di Perugia e Terni e l’associazione italiana diabetologia”.