Marsciano: “Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte”

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L’inaugurazione del nuovo allestimento del Museo dinamico del laterizio e delle terrecotte di Marsciano si tiene in una giornata importante, in cui i leader europei sono riuniti a Roma per rinnovare quel patto che, sessanta anni fa, disegnò la prima Europa. Ed è anche qui, con gli interventi realizzati in questo Museo, che si concretizza uno dei progetti più straordinari dell’Europa, la politica di coesione, con strumenti e risorse per elevare qualità della vita, benessere e crescita che non è solo del Pil, e quindi economica, ma è anche della cultura”. Lo ha sottolineato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo stamattina alla cerimonia che ha preceduto il taglio del nastro del riallestimento del Museo di Marsciano, cofinanziato dalla Regione Umbria, tramite il programma attuativo regionale del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (per un importo di 90mila euro), e dal Comune di Marsciano (per circa 23mila euro). Alla cerimonia hanno preso parte tra gli altri il sindaco di Marsciano, Alfio Todini, l’assessore comunale alla Cultura, Valentina Bonomi, l’architetto Virginia Lombrici (che ha curato il progetto di riallestimento insieme all’architetto Lorenzo Greppi).
La presidente Marini ha ricordato:

“La scelta dell’Umbria di valorizzare, investendovi fondi comunitari, oltre al patrimonio artistico e monumentale, le biblioteche e i teatri storici, anche il ‘fare’, con una presenza significativa e qualificata di musei pubblici e privati quali il Museo del Vino a Torgiano o il Museo Rubboli a Gualdo Tadino, o ancora il Museo dell’Olio a Trevi e quello del tabacco a San Giustino. Il museo di Marsciano – ha proseguito – è nato con questa vocazione e, anche nel suo nome, richiama il suo progetto di rinnovamento e riqualificazione. Un percorso di cui sono straordinario strumento le nuove tecnologie, usate in maniera intelligente per accrescere la comunicazione e la promozione, con modalità di fruizione innovative, accanto alle attività laboratoriali per stimolare la capacità dei visitatori”.

“L’Umbria può continuare a potenziare le opportunità anche economiche ed occupazionali che la cultura può generare”,

Ha concluso la presidente annunciando che al Museo di Marsciano sarà dedicato uno dei prossimi volumi del Catalogo regionale dei beni culturali dell’Umbria (una ricca collana che già conta settantanove titoli dedicata a musei, città e luoghi dell’Umbria).

“Un catalogo che dà valore alla ricchezza del nostro patrimonio, così come per la fruizione è importante il progetto ‘Umbria musei digital edition’ voluto dalla Regione per rinnovare la comunicazione dei beni culturali”.

Per il sindaco di Marsciano, Alfio Todini, il riallestimento:

“è bello e particolare, colpisce sensi ed emozioni senza snaturare il significato di questo museo che ci riporta alla nostra storia. A Marsciano – ha ricordato – c’è la fornace più grande dell’Umbria ed è grazie alla lavorazione dell’argilla che siamo diventati una comunità viva. Il Museo è il luogo dove si ritrova il nostro presente e parte del nostro futuro”.

“Per noi è un grande motivo di orgoglio – ha detto l’assessore comunale Valentina Bonomi – Con questo intervento, che verrà ampliato con step successivi, dopo gli interventi che hanno riguardato la biblioteca Salvatorelli e il teatro della Concordia, proseguiamo nella riqualificazione e valorizzazione dei nostri poli culturali”.

La dirigente del Servizio Musei, archivi e biblioteche della Regione Umbria, Antonella Pinna, ha ripercorso le scelte alla base della costituzione del Museo, nel 2004, sottolineandone gli elementi distintivi. Quelli di:

“un museo che rappresenta la comunità, unico nel suo genere a livello nazionale, diffuso sul territorio, che si rinnova mantenendo uno stretto rapporto con la ricerca, l’industria, ma anche con le persone che sono per l’Unesco i ‘beni viventi’. In Umbria – ha detto ancora – malgrado il terremoto, si sta vivendo una stagione felicissima per inaugurazioni di beni culturali e mostre, che ci aiutano a far conoscere che la nostra terra è colpita solo in una piccola parte. È questo anche lo scopo della campagna ‘Scoprendo l’Umbria’ che in questa giornata mette in primo piano il museo di Marsciano per diffondere la realtà di una regione viva e vitale”.

Il progetto di riallestimento è stato illustrato dall’architetto Virginia lombrici:

“Un progetto che non si ferma qui, ma concepito in vari step, di cui questo è il primo, pensato per questa nuova veste e per preparare quelle future. Abbiamo voluto creare nuove occasioni di visita per chi lo conosce e mostrar sempre nuovi contenuti, con modalità di fruizione più immersive e partecipative, sfruttando le nuove tecnologie. Tanti nuovi contenuti lo arricchiscono – ha detto – con video, immagini, applicazioni multimediali che permettono ad esempio l’esplorazione della fornace di Compignano ampliando la funzione di questo mnuseo che è quella di far da ponte con il territorio. Al secondo piano – ha rilevato fra l’altro – il percorso di visita si integra con il laboratorio del fornaciaio, dove si potranno creare direttamente oggetti, un punto focale dell’allestimento”.

Il Museo, gestito da Sistema Museo, ha il suo fulcro nella parte inferiore di Palazzo Pietromarchi e si snoda attraverso la Galleria degli orci parlanti, la Sala della Tavola imbandita, la Sala dei Forni e la sala del Mercato, per poi continuare nelle sale dei piani superiori fino ad arrivare alla sala didattica. Il progetto prevede una nuova comunicazione grafica e l’inserimento di sistemi e tecnologie multimediali, animazioni virtuali realizzate dall’Information Technologies Lab (ITLab) di Lecce, un laboratorio dell’Istituto per i Beni archeologici e monumentali (Ibam) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr).
Il Museo, che dal 2014 fa parte del circuito museale “Terre e musei dell’Umbria”, si è arricchito anche di nuovi contenuti grazie alla collaborazione con Voxteca – archivio della voce del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università per Stranieri di Perugia.
Ad accompagnare i visitatori anche le musiche originali composte dal fisarmonicista orvietano Sandro Paradisi.