La Regione festeggia i 50 anni dal primo insediamento del Consiglio regionale

514

La Regione festeggia i 50 anni dal primo insediamento del Consiglio regionale. Gli interventi istituzionali

   

La Regione Umbria festeggia i 50 anni del primo insediamento del Consiglio regionale, avvenuto il 20 luglio 1970. Per celebrare questa importante ricorrenza, si è scelto di rispettare le tradizioni: stesso giorno e stesso luogo (la Sala dei Notari di Perugia). Un momento di ricordo, quindi, rispettando il lavoro dei predecessori, ma anche un’opportunità di una riflessione per rivolgere lo sguardo al futuro.

Celebrazioni per i 50 anni della Regione Umbria (foto Ansa)

“C’è bisogno – sottolinea la Presidente della Regione Umbria Donatella Tesei – di una progettualità nuova e di andare avanti con spirito di collaborazione e tra altri 50 anni qualcuno dirà se siamo stati all’altezza del compito. L’Umbria non ha più tempo da perdere, deve accelerare i tempi e dare risposte rapide. Oggi la nostra regione è cambiata, ma questo non deve spaventarci e tra altri 50 anni qualcuno dirà se siamo stati all’altezza. Un momento, non solo di ricordo ma utile per volgere lo sguardo al futuro, per vedere anche come sarà la nostra regione nei prossimi anni. Lo scorso anno, la Regione ha subito un cambiamento di vita politica voluto dalla sua comunità, con i cittadini che ci hanno dato il compito di affrontare le sfide del tempo attuale. Sono convinta che la nostra regione può dire tanto ancora anche a livello nazionale, ma per far questo dobbiamo andare avanti con spirito di collaborazione tra mondo politico, sociale, culturale e imprenditoriale”.

Fonte foto Ansa

Ha preso parte alla giornata anche il presidente dell’Assemblea legislativa, Marco Squarta, che ha ribadito come

“Il cinquantesimo anniversario dell’istituzione della Regione Umbria non può non essere vissuto come un momento di autentica riconciliazione per un territorio che, unito e rispettoso dei localismi, guarda al suo futuro affinché si possano ulteriormente rafforzare il senso di responsabilità, le motivazioni e lo spirito di squadra”. In questi 50 anni, la Regione è stata in grado di svolgere un’opera notevole e buona parte del merito va ascritto, in primo luogo, alla laboriosità della nostra gente, al suo spirito di adattamento e alla capacità di rinnovamento. La democrazia poggia le proprie basi sul principio di autonomia delle Regioni che attraverso l’esercizio delle proprie libertà contribuiscono a regolare l’equilibrio della Costituzione. È giusto proseguire lungo la strada maestra dell’attuazione rigorosa della Costituzione, nel totale rispetto dei princìpi di sussidiarietà e autonomia dei territori. Senza preavviso la lotta a questa pandemia mondiale ci ha messo di fronte a nuove priorità e ad inaspettati interrogativi. Spetta a tutti noi continuare a lavorare per rendere migliore il servizio ai tanti cittadini in difficoltà, evitando quegli antipatici conflitti e sovrapposizioni tra le istituzioni che il più delle volte danneggiano l’interesse comune. La vera sfida, oggi, difficilissima, è quella di offrire ai nostri giovani le stesse opportunità del passato. Complice il danno provocato al nostro Paese dal Coronavirus il proposito potrebbe sembrare perfino troppo ambizioso ma dobbiamo lottare con tutte le forze che abbiamo per quei ragazzi che negli ultimi anni sono stati costretti a migrare dall’Umbria per avere possibilità di lavoro e giuste speranze di affermazione. Abbiamo bisogno di un nuovo inizio. Insieme, ognuno nel nostro piccolo – è una promessa – contribuiremo a far crescere la nostra terra per renderla migliore rispetto a come l’abbiamo trovata”.

All’iniziativa, dopo i saluti del sindaco di Perugia, Andrea Romizi, sono intervenuti anche le vice presidenti dell’Assemblea legislativa, Paola Fioroni e Simona Meloni, il consigliere della prima Legislatura, Francesco Innamorati, e Giovanna Giubbini, Soprintendente archivistica dell’Umbria. A moderare è stato il Commissario straordinario dell’Isuc (Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea) Valter Biscotti.