La mediazione tra i banchi di scuola per contrastare il bullismo

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La mediazione tra i banchi di scuola per contrastare il bullismo. Presentati i risultati del progetto che ha visto protagonisti i ragazzi dell’Omnicomprensivo di Magione

Ha avuto luogo nella mattinata di sabato 26 maggio presso l’aula magna dell’istituto omnicomprensivo Mazzini di Magione il convegno conclusivo del percorso di mediazione scolastica realizzato dal centro Co.Me.Te Trasimeno nel corso dell’anno scolastico 2017/2018. All’incontro hanno preso parte Nivella Falaschi, dirigente scolastica; Vanni Ruggeri il Presidente del consiglio comunale con delega alla cultura; Ida Fabianelli e Sonia Rosadini, psicologhe e psicoterapeute del Centro Co.Me.Te Trasimeno; Elena Mungo del Centro studi nazionale contro la violenza verso donne e minori; Roberto Ripollino, colonnello Arma dei Carabinieri di Perugia; Antonio Farina, socio officer e consigliere Kiwanis club Perugia Etrusca.

CLASSI COINVOLTE

Il progetto pilota ha visto coinvolte due classi, la 2B della secondaria di primo grado e la 1A dell’Istituto tecnico economico, impegnate in differenti percorsi formativi di educazione alla gestione del conflitto e alla cultura della mediazione. Partendo dalla corretta comprensione e conoscenza del gruppo-classe e delle sue specificità, i ragazzi sono stati accompagnati in attività di educazione alle emozioni e nell’elaborazione critica di dinamiche individuali e collettive, nel confronto fra compagni e nella costruzione di corretti modelli di relazione, funzionali in particolare nel contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo, intesi come la conseguenza a lungo termine di un’errata gestione dei conflitti tra adolescenti e di cui è stata evidenziata la gravità e il profilo penalmente rilevante, anche in ambito minorile.

LA DIRIGENTE SCOLASTICA NIVELLA FALASCHI – Nel suo intervento di apertura la dirigente scolastica Nivella Falaschi, nel confermare la bontà del progetto, ha evidenziato come «diffondere la pratica della mediazione nelle scuole significherebbe usare il conflitto, che è inevitabilmente presente nei vari contesti relazionali di cui facciamo parte, non come un nemico da sconfiggere, ma come una singolare ed efficace opportunità formativa per educare i nostri ragazzi alla crescita».

I REFERENTI DEL PROGETTO

«Lo scenario scolastico – hanno spiegato i referenti del progetto – è caratterizzato da episodi sempre più frequenti d’intolleranza, prepotenza e bullismo. Una situazione conflittuale, oltre a demotivare gli alunni e a rallentare l’impegno allo studio, è una delle cause della dispersione scolastica. È normale e naturale che all’interno di una classe si creino tensioni e contrasti: tra alunno e alunno, tra alunno e gruppo, tra sottogruppi di alunni. Sottovalutarli o negarli non serve ad eliminare il malessere psicologico che si viene a creare. È più produttivo aiutare la classe ad imparare a gestirli, affinché possano diventare occasione di crescita per il singolo e per il gruppo, piuttosto che fonte di disagio individuale e relazionale».

VANNI RUGGERI-COMUNE MAGIONE – «La mediazione scolastica – ha sottolineato Vanni Ruggeri nel suo intervento – intesa come strategia complessiva finalizzata allo sviluppo di abilità e competenze relazionali, contribuisce a creare e mantenere un ambiente scolastico produttivo e aperto, aiuta a riconoscere e a valorizzare gli interessi, le necessità, i valori propri e del gruppo, favorisce la comprensione delle proprie e delle altrui emozioni: il tutto in un contesto di dialogo incardinato sul rispetto reciproco che costituisce la matrice imprescindibile per prevenire all’origine ciò che purtroppo oggi appare come una vera e propria emergenza educativa legata al bullismo in tutte le sue forme e manifestazioni. Progetti di sensibilizzazione come questo, insieme ad altre iniziative promosse dall’Amministrazione comunale ed espressamente rivolte ai ragazzi, diventano quindi best practice capaci di mettere in rete istituzioni, scuola, associazioni, formatori, e professionisti impegnati in un comune sforzo di contrasto alla diversità intesa come conflitto, per ridefinirla come una risorsa per la maturazione critica dell’individuo»

IL CENTRO CO.ME.TE. TRASIMENO – Il Centro Co.Me.Te Trasimeno è un’associazione del territorio affiliata all’AITF (Associazione Istituti di Terapia Familiare) e all’Associazione Nazionale Co.Me.Te, una rete di psicologi, psicoterapeuti e mediatori familiari diffusi in tutto il territorio nazionale e specializzati nei servizi di Consulenza, Mediazione Familiare e Terapia in ambito di separazione ed affidamento dei figli.
Il Centro fornisce interventi di prevenzione, diagnosi e terapia rivolti all’area dell’età evolutiva e della famiglia. In particolare, promuove attività di sensibilizzazione e formazione alle tematiche della psicologia dell’età evolutiva e dell’adolescenza, del rapporto genitori -figli, dei problemi legati alla genitorialità, dei conflitti familiari nei contesti di separazione e divorzio.
Vengono organizzati periodicamente sia incontri a tema aperti a tutta la cittadinanza, sia convegni, seminari e/o corsi di formazione in collaborazione con altri Enti Pubblici e/o privati allo scopo di trasmettere, attraverso la creazione di una genitorialità più consapevole, la cultura e gli strumenti utili per prevenire o curare legami familiari a rischio o danneggiati.