Incendio Biondi: area sequestrata, l’assessore Cecchini riferirà in Regione

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Incendio Biondi: area sequestrata, l’assessore Cecchini riferirà in Regione. Il 15 marzo in seconda Commissione e il 19 in Assemblea legislativa

L’assessore regionale Fernanda Cecchini interverrà sull’incendio di Ponte San Giovanni il 15 marzo in seconda Commissione e il 19 in Assemblea legislativa. È quanto emerso dalle comunicazioni in Aula di Carla Casciari (presidente della Seconda commissione) richieste dal consigliere da Andrea Liberati (M5s). Nell’informativa sull’incendio, Casciari ha detto di non avere

“ancora dati sui possibili danni ambientali derivanti dalla permanenza di circa quattro ore di una nube intensa sulla zona”.

“La Seconda commissione – ha spiegato – ha previsto un’audizione con l’assessore Cecchini per avere informazioni sul tipo di materiale stoccato. Da lì partiremo per audizioni successive in attesa che arrivino i dati ufficiali dei rilevamenti Arpa. Nel frattempo stiamo avviando un’indagine conoscitiva sull’autorizzazione e sullo status dell’azienda interessata dall’incendio”.

E’ stata posta sotto sequestro l’area della Biondi recuperi ecologia interessata da un incendio che ha bruciato carta, plastica e imballaggi che erano lì depositati. Il provvedimento è stato disposto nell’ambito dell’indagine sulle cause del rogo condotta dai carabinieri del Noe e dai vigili del fuoco. Il sequestro è limitato comunque al capannone interessato dalle fiamme e quindi prosegue regolarmente l’attività dell’azienda che si occupa di raccolta, trattamento e recupero di rifiuti. Al vaglio della procura di Perugia c’è in particolare l’ipotesi che l’incendio possa essere stato di natura dolosa anche se non vengono escluse altre piste. Gli investigatori non hanno individuato elementi evidenti di un possibile innesco ma il fatto che l’incendio sia divampato all’interno dell’azienda e di domenica pomeriggio, quando cioè l’attività era ferma, fanno indirizzare l’indagine su un fatto di origine dolosa.

IL LEGALE DELL’AZIENDA, SEMPRE RISPETTATO AUTORIZZAZIONI

Il legale della Biondi recuperi ecologia, l’avvocato Michele Bromuri, ha sottolineato con l’ANSA che l’azienda

“ha sempre rispettato tutti gli atti autorizzativi e le norme” legate alla sua attività. “Il lavoro prosegue – ha aggiunto – perché l’area interessata dall’incendio e messa sotto sequestro è solo una porzione”.

La Biondi recuperi ha già messo a disposizione dei carabinieri le immagini del sistema di videosorveglianza del quale è dotata.

“C’è la massima collaborazione – ha sottolineato l’avvocato Bromuri – con gli investigatori perché venga accertato quanto successo”. Il legale ha anche ricordato come la Biondi recuperi “sia radicata sul territorio”. “Tratta – ha proseguito – rifiuti non pericolosi, molti dei quali provengono dalla raccolta differenziata”.

Briziarelli: il Parlamento si occupi del rogo di Perugia

La Commissione bicamerale Ecoreati prenda in esame anche l’incendio alla “Biondi recuperi” nell’ambito dell’indagine nazionale sui roghi di impianti di gestione o di stoccaggio. A chiederlo è il senatore Luca Briziarelli, della Lega, che nella serata di domenica si è recato sul posto. Il parlamentare ha quindi ringraziato vigili del fuoco ed Arpa per “l’encomiabile lavoro”, il prefetto Claudio Sgaraglia e il sindaco Andrea Romizi per la presenza sul posto.

“Quanto accaduto – ha sostenuto Briziarelli -, senza saltare a conclusioni affrettate e nel pieno rispetto delle indagini, desta preoccupazione. Infatti, contrariamente a quanto la presidente Marini si ostina a sostenere, l’Umbria non è un’isola felice e non è immune da fenomeni che si riscontrano sul territorio nazionale. Vorrei ricordare alla presidente della Regione, che ha ‘tuonato’ contro i presunti allarmismi lanciati dal sottosegretario Stefano Candiani, che la guardia deve rimanere alta”.