I cento anni del monumento ai caduti di Magione

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Omaggio degli amministratori e programma di eventi per celebrarne l’autore, l’artista spellano Benvenuto Crispoldi

   

In occasione del centesimo anniversario dell’inaugurazione del Monumento ai caduti della Grande Guerra, avvenuta domenica 27 maggio 1923, alle ore 11, il sindaco Giacomo Chiodini e l’assessore alla cultura del comune di Magione, Vanni Ruggeri, hanno ricordato l’avvenimento deponendo un mazzo di fiori con il tricolore ai piedi dello storico monumento. Una grande partecipazione di popolo, che il corso e la piazza stentarono a contenere, suggellò allora quel momento come testimoniato efficacemente da una fotografia ufficiale dell’evento.
Realizzato anche grazie all’apertura di una pubblica sottoscrizione a partire dall’8 gennaio 1919, all’indomani della vittoria annunciata dal generale Diaz, l’imponente complesso scultoreo bronzeo, indubbiamente oggi uno dei simboli di Magione, fu anche l’ultima opera del suo autore, l’artista spellano Benvenuto Crispoldi, scomparso a 37 anni, pochi mesi dopo quella memorabile giornata.

“Con questo omaggio istituzionale al Monumento – spiega l’assessore Ruggeri – si intende non solo testimoniare la memoria, che di ogni anniversario civile è elemento essenziale, ma soprattutto lanciare idealmente il programma culturale che, a partire dal 4 novembre prossimo, celebrerà ufficialmente il duplice centenario, dell’opera e dell’artista, con pubblicazioni, mostre, convegni, visite guidate, itinerari tematici in rete con i Comuni di Bastia Umbra, Foligno e Spello, luoghi legati al Crispoldi.”

“Magione ha innalzato […] uno dei più pregevoli monumenti dell’Umbria. È un’opera di superba concezione e di squisita fattura”, scrive il giornale “L’Unione liberale” del 29 maggio 1923: non comune è in effetti l’accostamento della figura di una Vittoria alata (ispirata alla Nike di Samotracia) nell’atto di distribuire corone d’alloro, segno di gloria per gli antichi e per i martiri cristiani, e di un giovane soldato che, ginocchio a terra, brandisce con gesto marziale un corto gladio, a proteggerla. La Vittoria è sostenuta dall’elegante urna lapidea dei Penates, i numi tutelari della famiglia e della patria, mentre l’imponente scudo con l’effigie di una testa di Medusa, che domina la veduta posteriore del complesso, porta incisa la firma dell’artista e la data del monumento (B. CRISPOLDI FECE MCMXXIII).  Le statue si ergono su di un massiccio piedistallo in pietra con inserti bronzei dello stemma comunale, circondato da una corona d’alloro, che rappresenta il riconoscimento civico dei propri caduti (ricordati nelle targhe apposte al monumento), la cui forza e risolutezza è espressa icasticamente dalle teste leonine sui due lati.

“Un palinsesto simbolico di grande significato – prosegue Ruggeri -, che riletto oggi criticamente, costituisce un’eredità preziosa in termini storico-artistici: gli appuntamenti culturali previsti dal centenario crispoldiano, dunque, saranno anche occasione preziosa per promuovere un necessario intervento di recupero e ripulitura, per rimuovere la patina protettiva del bronzo stesa nell’ultimo, infruttuoso restauro.”