Insieme al rettore dello Studium Perusinum, Massimiliano Marianelli, erano presenti numerose autorità politiche e militari
Si è svolta nel pomeriggio odierno in un clima di festa e di grande partecipazione l’inaugurazione del nuovo stabile dell’Università per Stranieri, sito all’interno del Parco Santa Margherita.
A tagliare il nastro inaugurale della palazzina che i perugini hanno conosciuto prima come sede dell’ospedale psichiatrico e successivamente come “padiglione di senologia” è stato il Rettore dell’Ateneo Valerio De Cesaris, che ha aperto la cerimonia con un intervento nel quale ha dato conto delle destinazioni d’uso dell’immobile e sottolineato l’importanza dell’impegno assuntosi dall’Università per garantire nuovi spazi agli studenti, sia dedicati allo studio che ai servizi (sale in autogestione, specifici spazi per i dottorandi, una sala ristoro, gli uffici Erasmus e Orientamento), ma anche per mettere a disposizione dell’ateneo e della città una nuova sala convegni.
<<Ha un grande valore avere restituito alla città un immobile inutilizzato da oltre 15 anni – ha sottolineato il rettore De Cesaris – ed ha un grande valore averlo intitolato ad una studiosa che ha lasciato negli studenti un’eredità culturale importante, trasmettendo loro l’attenzione per gli altri e per i più fragili in particolare>>.
All’inaugurazione del nuovo stabile è intervenuta la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, la quale ha definito <<straordinario l’aver dedicato ad una donna, ad una studiosa che ha dedicato tutto il suo impegno scientifico nell’approfondire e testimoniare l’importanza della cura, dell’apertura e dell’abbattimento del pregiudizio>>. <<Inoltre – ha proseguito Ferdinandi – ogni volta che la nostra città apre uno spazio culturale, la nostra città cresce, e si qualifica nella sua identità più profonda, quella che individua nei sapere uno strumento di relazione, che veicola sempre valori di rispetto, accoglienza e di pace>>.
Ha preso poi la parola la presidente del collegio dei rappresentanti degli studenti Unistrapg, ricordando ai presenti come i valori che hanno informato la vita e l’impegno di Monia Andreani possano continuare a parlare, a generare cambiamento grazia all’intitolazione a lei della nuova palazzina Unistrapg.
Infine la funzionaria dell’Ateneo Valentina Severoni ha tratteggiato la figura della studiosa prematuramente scomparsa, ricordando come Andreani sottolineasse sempre che non va identificata con la debolezza la fragilità degli uomini, delle donne e delle creature animali, ma con la forza di testimoniare l’umanità e la vita in modo diverso, spesso più autentico e profondo.
Oltre alla sindaca Ferdinandi, alla presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria Sarah Bisticchi, ed all’assessore allo Sviluppo economico Andrea Stafisso, erano presenti il prefetto di Perugia, Francesco Zito, il questore Dario Sallustio, Luca Corbellotti, comandante della Legione Carabinieri dell’Umbria con Sergio Molinari, comandante provinciale dei Carabinieri, Pietro Romano, comandante della Scuola di Lingue Estere dell’Esercito, Stefano Silvestrini, in capo al Comando Militare dell’Esercito dell’Umbria, nonché Francesco Mazzotta, comandante regionale della Guardia di Finanza. Ha voluto assicurare la sua partecipazione alla cerimonia anche il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli.
Cenni biografici e motivazioni dell’intitolazione della Palazzina
Monia Andreani, ricercatrice di Filosofia politica presso Unistrapg e docente di Bioetica presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, morta a Fano il 27 maggio 2018, ha rappresentato per gli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia un importante punto di riferimento sui temi della cura delle persone fragili, del rispetto delle differenze e della parità di genere. Con i suoi studi e con il suo insegnamento, Andreani ha infatti molto concorso alla crescita culturale della comunità accademica di palazzo Gallenga, contribuendo a far vivere l’università agli studenti come luogo d’incontro e dialogo, laboratorio di cittadinanza globale e presidio di valori democratici.
<<Intitolare la nostra nuova palazzina a Monia Andreani – ha dichiarato il rettore De Cesaris – vuol dire valorizzare la sua storia, l’eredità che ha lasciato nella nostra comunità universitaria, ma anche riaffermare i valori che hanno animato il suo impegno civile e scientifico e la sua passione di docente; questa sarà inoltre la prima palazzina del nostro Ateneo intitolata a una donna>>.



























