FOLIGNO – Il triage in pronto soccorso è il cuore pulsante che regola l’intera gestione delle emergenze mediche. Quando si arriva in ospedale, spesso in preda all’ansia e al dolore, si tende a pensare che chi arriva prima debba essere visitato per primo. Il triage scardina questa regola per una ragione vitale: nei servizi di emergenza il tempo non si misura in ordine di arrivo, ma in base alla gravità clinica. Un infermiere specializzato accoglie il paziente ed effettua una valutazione rapida e mirata, basata su protocolli scientifici rigorosi, sintomi visibili e parametri vitali.
Si è svolto ieri, 15 maggio, a Foligno, Palazzo Trinci, l’importante evento formativo – organizzazione e realizzazione del Dipartimento Emergenza Accettazione dell’Azienda Usl Umbria 2 diretto dal dott. Giuseppe Calabrò – che ha aperto i lavori – in collaborazione con il Servizio Formazione e Comunicazione, “Oltre il codice: le nuove frontiere del Triage”, con analisi e approfondimenti sul Triage a cura di esperti di fama nazionale.
Dopo i saluti della città portati dal sindaco di Foligno avv. Stefano Zuccarini è intervenuta la direttrice Salute e Welfare della Regione Umbria dott.ssa Daniela Donetti e il direttore generale dell’Azienda Usl Umbria 2 dott. Roberto Noto che ha sottolineato “l’alto valore della formazione e informazione sul triage perché rappresenta il primo livello di accoglienza, valutazione e codifica dell’urgenza dei pazienti in arrivo e il setting assistenziale più esposto”.
La direttrice regionale dott.ssa Donetti ha sottolineato l’importanza dell’aspetto umano nel triage.
“Una componente scientifica e clinica fondamentale – ha spiegato – un primo atto di cura terapeutica attraverso la capacità di ascolto, di osservazione e di valutazione”.
Il dibattito, che ha visto la presenza di molti giovani studenti della sede di Foligno del corso di laurea in Scienze Infermieristiche e di rappresentanti dell’Opi – Ordine delle Professioni Infermieristiche – di Perugia e di Terni, si è sviluppato attraverso approfondimenti, relazioni e tavole rotonde interattive, focalizzandosi sui seguenti temi chiave: luci e ombre dei 5 codici numerici con bilancio del modello di codifica attuale; intelligenza artificiale (IA) e prospettive future per l’ottimizzazione dei flussi di lavoro; comunicazione e relazione quali pilastri fondamentali nel rapporto con il paziente; gestione dei codici minori e strategie per trattare i casi a bassa priorità; utilizzo dei POCT (Point-Of-Care Testing) e impiego della diagnostica rapida in accettazione; quadro normativo, chiarimenti legali e profili di responsabilità professionale.
Le valutazioni scientifiche e organizzative evidenziano un profondo mutamento strutturale del triage. Il focus si è spostato dall’attesa passiva della visita medica a un processo dinamico di riduzione del rischio clinico.
Questa evoluzione è fondamentale per gestire attivamente il sovraffollamento (overcrowding), causato principalmente da due fattori: boarding, ossia pazienti già ammessi ma in attesa di un posto letto in reparto e afflusso continuo di codici minori ed evitabili.
Per decongestionare i Pronto Soccorso è emersa la necessità di rilanciare una forte sinergia tra ospedale e servizi territoriali. Questo processo deve sfruttare le nuove reti assistenziali previste dalla riforma sanitaria: Case di Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali (COT).
In questo scenario, l’introduzione mirata dell’Intelligenza Artificiale può rappresentare la nuova frontiera – a supporto e non in sostituzione dei professionisti della salute per ottimizzare i flussi d’accesso e migliorare l’efficienza globale del sistema.





























