L’ordine professionale provinciale sollecita a cogliere questa opportunità entro il 31 luglio. Il presidente Guarducci: “Possibilità per intervenire sugli equilibri dei bilanci dei Comuni”
“Siamo a un bivio cruciale per la finanza locale del nostro territorio. L’adesione alla Rottamazione-quinquies entro fine luglio non è solo una scelta tecnica, ma un atto di responsabilità verso i contribuenti già duramente colpiti dalla recessione economica e dalle conseguenze della pandemia da Covid 19”.
A pochi giorni dalla scadenza del 31 luglio, termine entro il quale gli enti locali dovranno approvare e pubblicare la delibera di adesione per la definizione agevolata Rottamazione-quinquies di imposte e tributi locali, l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odcec) di Perugia, ribadisce, per voce del suo presidente Enrico Guarducci, come tali strumenti costituiscano
“non solo un’opportunità da riconoscere a cittadini e imprese in difficoltà, che vogliono tuttavia riprendere un percorso virtuoso di pagamenti di imposte e tributi, ma soprattutto l’opportunità per intervenire sugli equilibri dei bilanci dei Comuni sfruttando appieno i nuovi margini di autonomia finanziaria concessi dalla Legge di bilancio 2026”.
“Attraverso, infatti, la Rottamazione-quinquies e soprattutto attraverso la definizione degli accertamenti non ancora trasferiti all’Agenzia della riscossione – spiega Guarducci –, possono essere liberate capacità di spesa dell’ente. I residui attivi sono crediti che l’ente ha accertato ma non ha ancora incassato. Molti di questi crediti, soprattutto quelli affidati alla riscossione coattiva da anni, hanno una bassa probabilità di essere riscossi e richiedono un accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) che assorbe risorse che l’ente potrebbe invece destinare diversamente. Se la rottamazione consente ai contribuenti di aderire e pagare anche solo il capitale, con stralcio di sanzioni e interessi con una congrua rateizzazione, aumenta la probabilità di incasso dei crediti, diminuisce il rischio di mancata riscossione e quindi può ridursi il fabbisogno di accantonamento al Fcde grazie al maggiore tasso di riscossione”.
“Non si tratta – prosegue il presidente dei commercialisti perugini – di stralciare quanto dovuto a danno dei contribuenti virtuosi ma solo di azzerare le sanzioni e gli interessi incentivando i contribuenti che hanno avuto difficoltà finanziarie, a tornare a essere virtuosi regolarizzando il proprio debito tributario con pagamenti rateizzati. La morosità incolpevole non va punita ma semmai supportata, quanto ai cattivi pagatori nessuna differenza produrrà l’aderire o no da parte degli enti pubblici a forme di definizione agevolata. Chi non vuole pagare, al di là delle sanzioni, non lo farà comunque”.
“Parallelamente – aggiunge il presidente – la Legge di bilancio 2026 offre ai Comuni una maggiore autonomia nella riscossione a regime: un’opportunità che va governata subito con regolamenti moderni ed efficienti svincolando quote di avanzi di amministrazione per gli effetti positivi sul Fcde. Abbiamo già assicurato, nel corso dell’incontro con il presidente dell’Anci, la disponibilità dei nostri colleghi, in particolare per quelli che si occupano di revisione degli enti locali, ad affiancare gli enti Locali in questa delicata fase di transizione per garantire la correttezza delle procedure e la sostenibilità dei bilanci pubblici”.























