A Lugnano in Teverina la prima presentazione in versione unplugged dei brani pubblicati da Ars Spoletium. La serata unirà musica, cultura e solidarietà con la presentazione del progetto “Ukulele del Sorriso”
Dalla tradizione della chitarra classica alla canzone d’autore, passando attraverso la didattica, la musica da camera, la progettazione culturale e la direzione artistica. È un percorso nel segno della ricerca e della contaminazione quello di Giulio Castrica, musicista umbro che oggi apre un nuovo capitolo della propria esperienza artistica, questa volta nel ruolo di autore e cantante.
La prima presentazione pubblica del nuovo progetto si terrà a Lugnano in Teverina, presso la Galleria Pennone, alle ore 21.30, con un concerto in versione unplugged dedicato ai brani pubblicati da Ars Spoletium: Primo Capitolo, MIA (La canzone degli ex) e 1000 parole rubate.
L’appuntamento non sarà soltanto un concerto, ma una serata costruita intorno a due parole chiave: musica e solidarietà.
UN NUOVO CAPITOLO PER UN MUSICISTA DALLA FORTE IDENTITÀ
La particolarità del percorso di Giulio Castrica sta proprio nella sua capacità di attraversare linguaggi musicali differenti senza rinunciare alla propria identità.
Chitarrista classico formatosi con Emanuele Segre, Castrica ha sviluppato negli anni un’importante attività concertistica in Italia, Germania e Spagna, affrontando da solista il repertorio di autori come Bach, Sor, Giuliani, Villa-Lobos, Rodrigo e Petrassi e dedicandosi anche alla musica da camera.
A questa esperienza si aggiunge una lunga attività nel campo della formazione e della progettazione culturale, che ha contribuito a costruire il profilo di un artista non limitato alla sola dimensione esecutiva.
Oggi quella formazione diventa materia per una nuova ricerca: Castrica porta nella canzone la precisione dello strumentista classico, la sensibilità del musicista da camera e la curiosità verso linguaggi contemporanei.
Un’evoluzione già raccontata dai suoi ultimi lavori discografici. Dopo Primo Capitolo, scritto da Emanuele Stracchi, e MIA (La canzone degli ex), è arrivato 1000 parole rubate, scritto e composto dallo stesso Castrica e pubblicato da Ars Spoletium.
Il brano nasce dal racconto di una relazione e si sviluppa musicalmente come una rock ballad contaminata da blues, rock, cantautorato, jazz e suggestioni della musica classica. Una scrittura che guarda alla canzone immediata senza rinunciare alla ricerca sonora e che inserisce persino alcuni elementi della quotidianità, come il clacson di un’automobile e la suoneria di un telefono, in un omaggio alla lezione cinematografica di Ennio Morricone.
È questa la cifra del nuovo Castrica: la tradizione non come punto d’arrivo, ma come patrimonio dal quale partire per cercare nuove forme espressive.
UNA BAND DI GRANDE ESPERIENZA E UN PROGETTO VISIVO CHE COMPLETA LA MUSICA
Il progetto discografico è sostenuto da una formazione di musicisti di assoluto rilievo: Massimo Manzi alla batteria, Emanuele Di Teodoro al basso, Cesare Tiroli al pianoforte e alle tastiere e Giulio Pocecco alla chitarra elettrica.
Una formazione che testimonia anche la volontà di Castrica di confrontarsi con musicisti provenienti da esperienze e linguaggi differenti. Manzi vanta collaborazioni con protagonisti internazionali del jazz ed è stato riconosciuto tra i più importanti batteristi della scena jazz italiana.
Gli arrangiamenti delle tastiere sono firmati da Emanuele Stracchi, docente del Conservatorio di Santa Cecilia e autore di Primo Capitolo.
Il progetto artistico non si esaurisce tuttavia nella musica. A costruire l’identità visiva del nuovo percorso hanno contribuito Smokie Art, autore dei fumetti realizzati per accompagnare e descrivere MIA (La canzone degli ex), e Filippo Bertoni, responsabile del progetto grafico.
L’incontro tra musica, illustrazione e progettazione grafica diventa così parte integrante del racconto artistico di Castrica, creando un immaginario capace di accompagnare i brani e di restituirne visivamente atmosfere, personaggi e suggestioni.
A LUGNANO LA MUSICA INCONTRA “UKULELE DEL SORRISO”
La serata di Lugnano in Teverina avrà inoltre un importante momento dedicato al progetto “Ukulele del Sorriso”, ideato da Gabriele Sagone, che ne è anche ambasciatore.
Nato da un’esperienza personale vissuta da Sagone durante un ricovero ospedaliero, il progetto porta avanti una precisa idea di musica come strumento di vicinanza e di sostegno, promuovendo la musicoterapia professionale e la presenza della musica nei reparti pediatrici degli ospedali italiani.
Tra le iniziative del progetto figura anche un ukulele artigianale destinato a un’asta benefica, firmato da importanti protagonisti della musica e della cultura internazionale. Tra i nomi già coinvolti figurano Jacob Collier, Mogol, Riccardo Muti, Daniel Ho e Sting.
“Ukulele del Sorriso” ha inoltre ottenuto una significativa attenzione internazionale con la partecipazione al 18° World Congress of Music Therapy – Connecting Borders, svoltosi a Bologna nel luglio 2026.
Nel corso della serata sarà inoltre letta, a cura di Mara Quadraccia, la lettera di congratulazioni della Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola indirizzata al progetto.
La presenza di “Ukulele del Sorriso” conferisce alla serata una dimensione ulteriore: la musica non soltanto come espressione artistica, ma come possibilità concreta di creare relazione, attenzione e solidarietà.
IL TERRITORIO AL CENTRO: LA COLLABORAZIONE CON LE UNITRE DI AMELIA E LUGNANO
L’iniziativa si inserisce in una collaborazione che coinvolge istituzioni e realtà culturali del territorio.
Per l’appuntamento di Lugnano in Teverina è prevista la collaborazione del Comune di Lugnano in Teverina, dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia in Umbria e delle UniTre locali di Amelia e di Lugnano in Teverina, realtà che contribuiscono alla costruzione di una serata pensata come momento di incontro tra musica, cultura, formazione e comunità.
Alla serata interverrà inoltre Alessandro Dimiziani, sindaco di Lugnano in Teverina e presidente dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia in Umbria.
La scelta di Lugnano in Teverina come luogo della prima presentazione assume quindi anche un valore simbolico: un progetto musicale che nasce dal territorio e sceglie i borghi umbri come primo palcoscenico per raccontare una nuova fase del proprio percorso.
DALLE VERSIONI UNPLUGGED ALLA BAND: IL TOUR IN UMBRIA
Dopo l’appuntamento di Lugnano in Teverina, il progetto di Giulio Castrica proseguirà con una serie di concerti in alcuni luoghi rappresentativi della cultura umbra.
6 settembre 2026 – Casa Menotti, Spoleto
24 settembre 2026 – Libreria Ubik, Todi
8 novembre 2026 – Teatro della Concordia, Monte Castello di Vibio
Quest’ultimo appuntamento rappresenterà un momento particolarmente significativo del percorso, con Giulio Castrica accompagnato dalla band.
Ad aprire la serata sarà il Duo Marea, formato da Gabriele Sagone e Roberto Belpanno, che porterà sul palco la propria esperienza musicale legata anche al progetto “Ukulele del Sorriso”.
Le informazioni necessarie per la prevendita dei biglietti per la serata di Monte Castello di Vibio saranno comunicate a breve.
UNA CARRIERA CHE CAMBIA FORMA, NON IDENTITÀ
Il progetto di Giulio Castrica si colloca dunque all’interno di una traiettoria artistica precisa.
Non si tratta di un semplice passaggio dalla musica classica alla musica pop, ma della naturale evoluzione di un musicista che ha scelto di mettere a confronto esperienze diverse: la disciplina della chitarra classica, la libertà della musica d’autore, l’improvvisazione, la ricerca sonora e la dimensione narrativa della canzone.
Il repertorio di Castrica nasce così dall’incontro tra mondi apparentemente lontani, mantenendo però un elemento comune: la centralità della musica come forma di racconto.
E proprio per questo la prima tappa di Lugnano in Teverina assume un significato particolare. Da una parte la presentazione intima e diretta dei brani in versione unplugged; dall’altra un progetto di solidarietà che porta la musica nei luoghi della fragilità.
Due percorsi che si incontrano sotto lo stesso palco e che raccontano una stessa idea: la musica può essere ascoltata, condivisa e, soprattutto, può lasciare qualcosa.
























