Da Sting a Zucchero fino ad Elvis Costello, che belle le notti di Perugia!

212
   

Musica, eventi, personaggi: fino al 12 luglio Uj torna ad infiammare una città e la sua gente

 

Era il 16 luglio di un anno fa. L’edizione 2025 di Umbria Jazz si trovava giusto a metà del suo cammino. E “L’Altra Umbria Jazz”, rubrica che da anni accompagna i lettori de “La Voce del Territorio” in occasione della più importante kermesse jazzistica italiana, se ne uscì su queste colonne col seguente titolo: “UJ 2025, notti magiche inseguendo… Sting!”. Nel corpo dell’articolo aggiungemmo poi: “….qualche uccellino cinguetta pure il nome di Zucchero”. Non una scommessa, non una profezia, soltanto un sogno. Anzi, due. Diventati a distanza di dodici mesi pura realtà. Ancora più azzeccata se condita dal fatto che sono in pieno svolgimento i Mondiali di calcio, anche se per l’Italia del pallone di notti magiche non ce ne sono. Ora, non sarebbe elegante scrivere “noi ve l’avevamo detto per primi”; né certamente dire che è “merito nostro” se ad infiammare l’edizione numero 53 del Festival saranno proprio (tra gli altri) Gordon Matthew Thomas Sumner (grazie Wikipedia!) e Adelmo Fornaciari: perché, naturalmente, il capolavoro di portare proprio qui a Perugia due big di siffatta fama e bravura è tutto firmato Carlo Pagnotta e Fondazione Umbria Jazz. E’ vero però che un pizzico d’orgoglio (a costo di sentirci rimproverare che “chi si loda si sbroda”, come si dice da queste parti) ci permettiamo di aggiungerlo anche noi sullo strepitoso calderone, per una volta con totale accezione positiva, di un appuntamento che finalmente dopo mesi di annunci e ritocchi al cartellone apre i battenti per 10 giorni da urlo, fino al 12 luglio. Un pizzico d’orgoglio non tanto per aver ipotizzato (e auspicato) i maggiori protagonisti che saliranno quest’anno sul palco del “Santa Giuliana”, quanto di poter raccontare ancora ogni sfumatura di UJ e, da perugini, di poter vivere quelle sensazoni e quelle emozioni, non solo musicali, che ogni volta in questo periodo rendono speciale Perugia.

Se Giove Pluvio non farà scherzi, se non ci saranno intoppi tecnici, se a livello di gestione del pubblico non si troverà il modo di far alzare obiezioni (ma almeno su questi ultimi due aspetti ormai il meccanismo è rodato), terzo ritorno di Sting (la prima volta fu nel 1987, il bis nel 2012) e irruzione di Zucchero a parte (ma come non citare i Perigeo, Gilberto Gil ed Elvis Costello?), sarà dunque l’edizione migliore di sempre. Come accade ogni anno, in cui l’attuale supera la precedente, sia che si guardi ai nomi degli artisti, sia in fatto di qualità musicale, sia nel fare i conti al botteghino, sia nel mettere in fila la miriade di situazioni collaterali che rendono la città un evento continuo nell’arco delle 24 ore moltiplicate per 10 e sulla distanza di un’acropoli che si dipana ben oltre i piedi del Colle Landone e del Colle del Sole sui quali si erge la terra del Grifo. E’ proprio di questi momenti “fuori palco” che andremo a caccia, provando a raccontare storie, dipingere immagini, riportare suoni, immortalare volti. Perché se il programma di Umbria Jazz lo possono leggere tutti e con ogni mezzo, se la musica basterà ascoltarla e cavalcarla per farsi portare dove ognuno desidera, se stare in compagnia tra musicisti, strumenti e turisti sarà facile come bere una birra ghiacciata o un freschissimo cocktail, il nostro compito sarà quello di raccontarvi storie. Di strada, tra buskers e mille situazioni improvvisate, e di club dove la notte va avanti fino all’ultima jam; storie di location da festival, tra mostre e party d’elite, e di personaggi più o meno noti che nobilitano i mille ingredienti della manifestazione semplicemente con la presenza o molto più stoicamente con un lavoro spesso oscuro. Un’“Altra Umbria Jazz”, insomma. Tutta da seguire…

Francesco Bircolotti