Codice Rosa, percorso unico nei Pronto Soccorso dell’Umbria

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Procedure comuni per l’accoglienza e la presa in carico di donne e minori vittime di violenza

 

Per la prima volta l’Umbria avrà un protocollo unico per l’accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza. Si chiama “Codice Rosa” e introduce un percorso regionale condiviso nei Pronto Soccorso, con procedure uniformi e un raccordo più stretto con i servizi territoriali.

“Vogliamo assicurare accoglienza, ascolto e cura fin dal primo contatto – spiega la presidente della Regione Stefania Proietti – evitando che la donna coinvolta debba raccontare più volte la propria storia. È un modello che mette al centro dignità e autodeterminazione e garantisce continuità assistenziale anche dopo la dimissione”.

L’assessora Simona Meloni ha spiegato che “Le donne devono sapere che non sono sole, dall’ingresso in ospedale fino al ritorno sul territorio. La presa in carico deve accompagnarle anche verso l’autonomia economica e lavorativa, fondamentale per affrancarsi dalla violenza”.

Uno degli obiettivi del nuovo percorso è superare le differenze finora esistenti nell’assistenza. “Abbiamo costruito un sistema integrato tra Pronto Soccorso, territorio e Centri Antiviolenza, con équipe multidisciplinari, operatori formati e procedure omogenee in tutta la regione”, ha spiegato la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso ha invece richiamato l’importanza della formazione degli operatori: “La violenza non sempre si manifesta in modo evidente: saperne riconoscere segnali, comportamenti e parole non dette può fare la differenza. Chi arriva in ospedale deve trovare professionisti capaci di curare, ascoltare senza giudicare, proteggere e accompagnare”.

Il Codice Rosa si attiva già dal triage, quando la persona viene accompagnata nella “Stanza Rosa”, un ambiente protetto e riservato, e presa in carico da un’équipe multidisciplinare.

Il protocollo prevede inoltre, quando necessario, il coinvolgimento di una mediatrice culturale e linguistica e un raccordo strutturato con consultori familiari e Centri Antiviolenza, con un primo contatto con la donna entro 72 ore dalla dimissione. La rete interessa Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno. Per le prestazioni psicologiche e di specialistica ambulatoriale direttamente connesse alla violenza subita è prevista l’esenzione dal ticket.

“Con questa decisione – ha concluso Proietti – rafforziamo le misure di prevenzione e contrasto della violenza di genere e vogliamo essere al fianco delle vittime passo dopo passo, anche dopo l’uscita dall’ospedale”.

Il nuovo percorso è stato presentato lunedì mattina a Palazzo Donini. All’incontro hanno partecipato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessora alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione Simona Meloni, la presidente del Centro Pari Opportunità Federica Moretti, la direttrice regionale Salute e Welfare Daniela Donetti, il direttore del Pronto Soccorso dell’ospedale di Foligno Giuseppe Calabrò, il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso e il direttore sanitario dell’Usl Umbria 1 Ottavio Alessandro Nicastro.

Martina Braganti