Autismo, Tesei e Fioroni (Lega): “La Giunta Proietti non metta il cappello sui fondi del Governo”

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“Bene ogni euro destinato alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. Ma sarebbe altrettanto importante che la Giunta Proietti raccontasse fino in fondo ai cittadini da dove arrivano quelle risorse e all’interno di quale percorso nazionale vengono stanziate”. Lo dichiarano Donatella Tesei, consigliere regionale della Lega e Paola Fioroni, responsabile del Dipartimento Disabilità della Lega Umbria, intervenendo sull’accordo di collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità annunciato dalla Regione.

“Leggendo le dichiarazioni della Presidente Proietti sembrerebbe di trovarsi di fronte a una nuova iniziativa della Giunta regionale. La realtà è diversa e va raccontata con chiarezza: i 264.293,02 euro destinati all’Umbria arrivano dal Ministero della Salute attraverso il Fondo nazionale per la cura delle persone con disturbo dello spettro autistico 2025-2026 e il progetto si inserisce in una strategia nazionale realizzata in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Non solo. Anche le reti NIDA e Baby@NET, citate dalla Regione per la sorveglianza neuroevolutiva e l’individuazione precoce dei disturbi del neurosviluppo, non nascono oggi in Umbria e non sono un’invenzione della Giunta Proietti: fanno parte di un percorso nazionale sviluppato da anni dall’Istituto Superiore di Sanità.

Quindi ben venga l’accordo, ma meno propaganda e più chiarezza istituzionale. Un conto è ricevere e attuare risorse e programmi nazionali, altro è lasciar intendere che si tratti di una nuova politica costruita e finanziata dalla Regione. Ed è proprio qui che comincia la vera responsabilità della Giunta Proietti. Alle famiglie non serve sapere quante delibere vengono approvate o quanti accordi vengono annunciati. Serve sapere quanto dovranno aspettare per una diagnosi, quali servizi troveranno sul territorio, se ci saranno professionisti sufficienti, se la presa in cura sarà realmente continuativa e cosa accadrà quando un ragazzo con autismo diventerà adulto. Poco convince anche il nuovo piano regionale sulla salute mentale che sembra togliere e non aggiungere

La presa in cura, infatti, non può fermarsi all’infanzia e non può essere ridotta alla sola dimensione sanitaria. Oggi abbiamo una riforma nazionale della disabilità, introdotta con il decreto legislativo 62 del 2024, che cambia radicalmente prospettiva e mette al centro il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, l’autodeterminazione della persona e l’integrazione dei sostegni sanitari, sociali, educativi, formativi e lavorativi. È su questo che misureremo l’azione della Regione.

Chiediamo quindi alla Giunta di rendere pubblico un quadro preciso: come verranno spesi i 264 mila euro, quali territori e servizi saranno interessati, quanti professionisti verranno coinvolti, quali obiettivi dovranno essere raggiunti e con quali indicatori verranno verificati i risultati. Il Governo nazionale ha finanziato il programma, l’Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione strumenti, protocolli e reti nazionali e la riforma della disabilità indica chiaramente la direzione da seguire. La Regione non deve mettere il cappello su ciò che arriva da Roma: deve farlo funzionare in Umbria. Perché alle persone con autismo e alle loro famiglie non servono rivendicazioni politiche. Servono risposte. E il vero risultato non sarà un comunicato stampa della Giunta, ma una famiglia che non viene più lasciata sola e una persona che può costruire, con i sostegni necessari, il proprio progetto di vita”.
“Bene ogni euro destinato alle persone con disturbo dello spettro autistico e alle loro famiglie. Ma sarebbe altrettanto importante che la Giunta Proietti raccontasse fino in fondo ai cittadini da dove arrivano quelle risorse e all’interno di quale percorso nazionale vengono stanziate”. Lo dichiarano Donatella Tesei, consigliere regionale della Lega e Paola Fioroni, responsabile del Dipartimento Disabilità della Lega Umbria, intervenendo sull’accordo di collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità annunciato dalla Regione.

“Leggendo le dichiarazioni della Presidente Proietti sembrerebbe di trovarsi di fronte a una nuova iniziativa della Giunta regionale. La realtà è diversa e va raccontata con chiarezza: i 264.293,02 euro destinati all’Umbria arrivano dal Ministero della Salute attraverso il Fondo nazionale per la cura delle persone con disturbo dello spettro autistico 2025-2026 e il progetto si inserisce in una strategia nazionale realizzata in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità. Non solo. Anche le reti NIDA e Baby@NET, citate dalla Regione per la sorveglianza neuroevolutiva e l’individuazione precoce dei disturbi del neurosviluppo, non nascono oggi in Umbria e non sono un’invenzione della Giunta Proietti: fanno parte di un percorso nazionale sviluppato da anni dall’Istituto Superiore di Sanità.

Quindi ben venga l’accordo, ma meno propaganda e più chiarezza istituzionale. Un conto è ricevere e attuare risorse e programmi nazionali, altro è lasciar intendere che si tratti di una nuova politica costruita e finanziata dalla Regione. Ed è proprio qui che comincia la vera responsabilità della Giunta Proietti. Alle famiglie non serve sapere quante delibere vengono approvate o quanti accordi vengono annunciati. Serve sapere quanto dovranno aspettare per una diagnosi, quali servizi troveranno sul territorio, se ci saranno professionisti sufficienti, se la presa in cura sarà realmente continuativa e cosa accadrà quando un ragazzo con autismo diventerà adulto. Poco convince anche il nuovo piano regionale sulla salute mentale che sembra togliere e non aggiungere

La presa in cura, infatti, non può fermarsi all’infanzia e non può essere ridotta alla sola dimensione sanitaria. Oggi abbiamo una riforma nazionale della disabilità, introdotta con il decreto legislativo 62 del 2024, che cambia radicalmente prospettiva e mette al centro il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, l’autodeterminazione della persona e l’integrazione dei sostegni sanitari, sociali, educativi, formativi e lavorativi. È su questo che misureremo l’azione della Regione.

Chiediamo quindi alla Giunta di rendere pubblico un quadro preciso: come verranno spesi i 264 mila euro, quali territori e servizi saranno interessati, quanti professionisti verranno coinvolti, quali obiettivi dovranno essere raggiunti e con quali indicatori verranno verificati i risultati. Il Governo nazionale ha finanziato il programma, l’Istituto Superiore di Sanità mette a disposizione strumenti, protocolli e reti nazionali e la riforma della disabilità indica chiaramente la direzione da seguire. La Regione non deve mettere il cappello su ciò che arriva da Roma: deve farlo funzionare in Umbria. Perché alle persone con autismo e alle loro famiglie non servono rivendicazioni politiche. Servono risposte. E il vero risultato non sarà un comunicato stampa della Giunta, ma una famiglia che non viene più lasciata sola e una persona che può costruire, con i sostegni necessari, il proprio progetto di vita”.