Giustizia: avvocati Unaep, IA strumento fondamentale per decisioni rapide ed eque

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Ad Assisi gli Stati Generali dell’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici con istituzioni, ordini professionali, docenti universitari a confronto sull’uso dell’IA nella giustizia. Presenti i rappresentanti della Magistratura, della Procura, del Tar, del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti. Trentini (pres. Unaep): “Il sistema giudiziario italiano, sempre più bisognoso di rapidità ed equità, dovrebbe adottare un modello ibrido in cui l’IA e il sistema giustizia umano, inteso come difensore e giudice, collaborino per migliorare l’efficienza e la qualità delle decisioni”

   

“Il sistema giudiziario italiano, sempre più bisognoso di rapidità ed equità, dovrebbe adottare un modello ibrido in cui l’IA e il sistema giustizia umano, inteso come difensore e giudice, collaborino per migliorare l’efficienza e la qualità delle decisioni”. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dagli Stati Generali dell’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici (UNAEP) svolti ad Assisi. 

“L’Intelligenza Artificiale – ha detto il presidente Unaep Antonella Trentini – deve essere utilizzata non solo come supporto all’analisi dei dati e alla proposta di soluzioni, ma come vero e proprio ausiliare dell’avvocato e del giudice per accelerare definitivamente la giustizia italiana, lasciando all’avvocato e al giudice il ruolo di custodi ultimi della giustizia per garantire decisioni eque e conformi ai principi fondamentali del diritto”.

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali di Stefania Proietti, Presidente Regione Umbria: “l’intelligenza artificiale nella giustizia è un tema molto interessante perché ci obbliga a seguire l’evoluzione della tecnologia, e le tecnologie per essere utili vanno governate non subite, e ci cala in un ambito delicato come quello della giustizia che interessa tutti.  Trattare questo tema durante l’evento annuale dell’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici (UNAEP) è veramente significativo perché l’intelligenza artificiale oggi, ieri i mezzi digitali, sta toccando tanti settori, tante professioni, e se è vista e utilizzata come un supporto, un sostegno tecnico, è un fatto positivo. Ma voglio sottolineare che l’intelligenza artificiale come qualsiasi altro mezzo tecnologico deve essere al servizio delle persone, perché le persone devono guidare le tecnologie con la propria intelligenza, la propria sensibilità, i propri sentimenti. È pericoloso se avviene il contrario, rischiamo di snaturare la nostra umanità”.

Per Chiara Valentini, segretario regionale Unaep Umbria, l’IA “rappresenta un’opportunità senza precedenti per rendere il sistema giudiziario più efficiente e adeguato alle sfide della società contemporanea. I progressi compiuti in pochi anni sono profondi, trasversali e realmente trasformativi. Le sue enormi, e in parte ancora inesplorate, potenzialità richiedono attenzione, confronto e scelte consapevoli, così da orientarne l’impiego verso finalità corrette ed evitare i rischi di un utilizzo improprio”. 

 Nel suo intervento Sergio Sottani, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Perugia, ha sottolineato il fatto che per la normativa europea e italiana l’intelligenza artificiale nel sistema giudiziario “viene considerata un fattore ad alto rischio, questo perché non può mai sostituire il giudizio umano. Ciò nonostante l’intelligenza artificiale va utilizzata e viene utilizzata sia come un’attività di supporto, ma soprattutto nella funzione di rendere più celere e più veloce la giustizia: enso a tutti i servizi amministrativi, quelli ripetitivi che possono essere enormemente sviluppati e poi con esperienze concrete, come quelle che abbiamo fatto a Perugia, che è diventato poi un ambito nazionale, sia per quanto riguarda la banca dati di merito, la possibilità quindi, secondo i sistemi di intelligenza tradizionale, di leggere i precedenti e sia come i sistemi di intelligenza artificiale generativa, come i dati d’arresto europeo. Credo che quindi sia un settore pieno di opportunità, ma da valutare e controllare con attenzione”. 

Nel corso degli stati Generali si è discusso anche dei numeri presentati nell’ultimo congresso del Cnf, dati che confermano come un terzo degli avvocati utilizzi l’intelligenza artificiale a fini professionali ma ben l’80% ha forti dubbi sull’uso nel processo. 

Per l’avv. Antonino Galletti, Consigliere CNF, “l’avvocatura ha il compito di trasformare le novità tecnologiche in opportunità, a beneficio della categoria e del sistema giustizia. Alle istituzioni forensi è affidata la responsabilità di sostenere i colleghi in questo processo, predisponendo un’offerta di servizi, formazione e aggiornamento volta a consolidare e migliorare sempre di più le prestazioni professionali”.

Quanto all’applicazione dell’IA da parte delle Amministrazioni pubbliche, Pierfrancesco Ungari, Presidente TAR dell’Umbria, ha sottolineato che si tratta di “un uso crescente nella loro attività e la giurisprudenza, in questa fase embrionale della relativa disciplina, ha individuato i principi generali  – conoscibilità e comprensibilità, non esclusività della decisione algoritmica, non discriminazione algoritmica – che devono essere rispettati per garantire il funzionamento del sistema e la tutela dei diritti e degli interessi coinvolti. Nello stesso tempo l’AI influenza le scelte di avvocati e giudici, anche senza che se ne rendano pienamente conto. Momenti di approfondimento qualificati come questo convegno sono preziosi per comprendere il modo migliore di gestire le opportunita’ offerte dall’AI, diminuendo i rischi di condizionamenti inconsapevoli”.