Sanità: liste d’attesa infinite, la Regione rimborsi i pazienti

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Sanità: liste d’attesa infinite, la Regione rimborsi i pazienti. Il Consigliere Squarta chiede all’Assessore Barberini di fare chiarezza sullo stato delle prestazioni sanitarie

Durante la seduta dello scorso 24 Maggio, grazie all’intervento del Consigliere Marco Squarta (FdI), è emersa nel corso del Question Time dell’Assemblea Legislativa, una problematica di notevole spessore: quella legata alle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie.

Squarta ha esordito col definire assurdo il fatto che si debba aspettare addirittura un anno per beneficiare di una visita o sottoporsi ad un esame e ha proseguito sottolineando che esiste

“un apposito articolo del decreto legislativo ‘124/’98’ (Ridefinizione del sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie e del regime delle esenzioni) che stabilisce che le Regioni devono disciplinare i criteri secondo i quali i direttori generali delle Asl determinano il tempo massimo che può intercorrere tra la data della richiesta delle prestazioni e l’erogazione della stessa”.

Il consigliere ha poi continuato dichiarando che “qualora l’attesa della prestazione richiesta si prolunghi oltre il termine fissato dal direttore generale, l’assistito può chiedere che la prestazione venga resa nell’ambito dell’attività libero professionale intramuraria, ponendo a carico dell’Asl di appartenenza la differenza tra la somma versata a titolo di partecipazione al costo della prestazione e l’effettivo costo di quest’ultima, sulla scorta delle tariffe vigenti”.

(Foto: Umbria24.it)

“Agli eventuali maggiori oneri derivanti dal ricorso all’erogazione delle prestazioni in regime di intramoenia – ha chiosato Squarta – si fa fronte attraverso quanto previsto dal decreto legislativo ‘502/’92’ con conseguente esclusione di ogni intervento finanziario a carico dello Stato”.

Il Consigliere di Fratelli d’Italia ha inoltre ricordato che le altre Regioni si stanno organizzando o si sono già organizzate per recepire le indicazioni del decreto legislativo in questione.

Poco esaustiva è sembrata la risposta dell’Assessore Barberini, il quale ha dichiarato che la giunta non ha ancora provveduto a dare esecuzione al tema dell’interrogazione del Consigliere di opposizione in quanto si ritiene che il lavoro attualmente in atto per cercare di contenere i tempi di attesa per svolgere le prestazioni specialistiche sia alquanto efficace.

Barberini: "Diamo salute attraverso il sistema di protezione"

La Regione Umbria, ha dichiarato Barberini, ha introdotto il meccanismo dei Rao (raggruppamenti omogenei di attesa), i quali consentono di individuare alcune prestazioni che devono essere garantite con tempi graduati in base all’esigenza certificata dal medico di condotta.

A testimoniare l’efficacia dei provvedimenti adottati dalla Giunta Marini, l’assessore ha affermato che molte altre regioni stanno imitando la riforma dei Rao così come è stata attuata in Umbria.

Una risposta poco pertinente al quesito sottoposto da Squarta, quella fornita da Bartolini, che ha spostato l’attenzione sui Rao senza però rilasciare dichiarazioni riguardo all’ingiustizia che molti cittadini umbri si trovano a subire quando, non potendo attendere i lunghi tempi per sottoporsi a visite urgenti, si trovano costretti ad andare intramoenia, pagando cifre che non dovrebbero pagare.

Lo stesso Squarta ha difatti replicato all’Assessore alla Sanità dichiarandosi esterrefatto per un intervento che non ha fornito risposte al quesito sottoposto alla sua attenzione e ha concluso invitando la Giunta a valutare di applicare quella normativa nazionale, già vigente in altre regioni d’Italia, tra cui la Toscana.

Elena Sofia Baiocco