La terapia infiltrativa con acido ialuronico nel trattamento dell’osteoartrosi

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La terapia infiltrativa con acido ialuronico nel trattamento dell’osteoartrosi. Per il suo effetto sintomatico sulla riduzione del dolore e il miglioramento della funzionalità articolare, che per la sua capacità di rallentare la progressione della malattia

L’artrosi è una malattia articolare degenerativa, caratterizzata dal croncio ed evolutivo deterioramento e usura della cartilagine articolare e dalle conseguenti alterazioni a carico delle altre strutture articolari in particolar modo dell’osso subcondrale.

L’osteoartrosi presenta una genesi multifattoriale ed un principio patogenetico rappresentato dalla perdita di equilibrio, da parte della cartilagine articolare, tra capacità di sostegno al carico ed entità del carico sostenuto.

Il quadro clinico è polimorfo e l’inquadramento della malattia complesso, in rapporto alla sua fase evolutiva a seconda che si tratti di una forma idiopatica o secondaria oppure in dipendenza dal momento clinico.

La terapia infiltrativa con acido ialuronico è sempre più utilizzata nel trattamento dell’osteoartrosi sia per il suo effetto sintomatico sulla riduzione del dolore e il miglioramento della funzionalità articolare, che per la sua capacità di rallentare la progressione della malattia artrosica agendo sui complessi meccanismi fisiopatologici di degradazione della cartilagine articolare. Chimicamente l’acido ialuronico presenta un’elevata polarità e quindi una grande affinità per l’acqua per questo nell’articolazione sana ha le seguenti funzioni:  – A livello della membrana sinoviale esercita una funzione protettiva sui sinoviociti e sulle terminazioni nocicettive.  – A livello del liquido sinoviale controlla la distribuzione dei soluti ed esercita una funzione ammortizzante e lubrificante. – A livello della cartilagine articolare aggrega i proteoglicani (in tal modo è responsabile della deformità elastica della cartilagine stessa), ammortizza i condrociti, controlla la diffusione di soluti influenzando così le funzioni cellulari, può influenzare direttamente le funzioni cellulari tramite l’iterazione con specifici recettori. In presenza di osteoartrosi l’acido ialuronico presente nell’ambiente articolare subisce delle modificazioni consistenti in una riduzione della sua concentrazione e in una diminuzione del suo peso molecolare medio. Tali modificazioni determinano: nel liquido sinoviale una riduzione delle sue proprietà viscoelastiche, nella cartilagine una riduzione della quantità di proteoglicani nella matrice extracellulare con conseguente perdita delle proprietà meccaniche. Con il termine di viscosupplementazione si intende l’iniezione intrarticolare di acido ialuronico esogeno, per essere “ideale” l’acido ialuronico iniettato dovrebbe avere una lunga emivita e presentare caratteristiche simili all’acido ialuronico fisiologico. Gli acidi ialuronici in commercio sono numerosi, possono essere prodotti o tramite estrazione dalla cresta di gallo o tramite processi fermentativi batterici. Distinguiamo fondamentalmente due tipi di acidi ialuronici: LINEARI a basso peso molecolare e a medio peso molecolare. In genere hanno un’efficacia clinica di 6 mesi e quelli a basso peso molecolare necessitano di cicli di 5 infiltrazioni settimanali, mentre quelli a peso medio necessitano cicli di 3 infiltrazioni settimanali. CROSS-LINKATI sottoposti a processo tecnologico per cui si creano delle catene di acido ialuronico più grandi con la proprietà di avere una maggiore permanenza in articolazione. L’efficacia dell’acido ialuronico nel trattamento dell’osteoartrosi è riconducibile sia a proprietà reologico-meccaniche di lubrificazione e di protezione delle terminazioni nervose (legate di conseguenza al tempo di permanenza in articolazione, quindi limitate nel tempo e più accentuate nei prodotti cross-linkati) che a proprietà biologiche di viscoinduzione (ossia stimolo alla sintesi endogena di acido ialuronico a livello dei sinoviociti), inibizione delle metalloproteasi (gli enzimi deputati alla degradazione cartilaginea), inibizione dei mediatori dell’infiammazione; tali proprietà sembrano ottenersi solo con pesi molecolari bassi e medi compresi tra 0,5 e 4 MDa.

L’efficacia clinica della terapia infiltrativa con acido ialuronico è ovviamente legata all’accuratezza del sito di iniezione, più semplicemente e ovviamente l’acido ialuronico funzionerà solo se l’infiltrazione viene fatta in articolazione. La terapia infiltrativa “alla cieca” che utilizza cioè dei punti di repere anatomici ha una elevata percentuale di inaccuratezza che da dati di letteratura può andare dal 30% per articolazioni più semplici da infiltrare come il ginocchio fino al 70-80% per articolazioni anatomicamente più difficili come l’anca. Per queste ragioni negli ultimi anni si sta sviluppando l’utilizzo dell’ecografia come guida alla terapia infiltrativa, in altre parole con l’ecografo è possibile seguire “in diretta” il percorso dell’ago fino al sito da iniettare ed essere pertanto sicuri che il preparato farmacologico (sia esso acido ialuronico o altro) vada realmente nel sito articolare o tendineo da trattare. E’ pertanto evidente l’importanza che il medico infiltratore utilizzi la guida ecografica per questo tipo di procedure.

Dr.ssa Federica Rondoni