La studentessa Stefani Gonzalez è tornata in America

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Stefani Gonzales è tornata in America con un volo speciale partito nella notte dopo tre settimane dal terribile volo dalla finestra. Stefani Gonzales ha lasciato l’Ospedale alle una della notte scorsa e 45 minuti più tardi si è imbarcata su un aereo speciale, messo a disposizione da una Compagnia d’assicurazione, diretto a Miami. Con lei il padre, Pedro, che l’ha assistita fin dai primi giorni di ricovero. Ad attenderli Peter,il primogenito della famiglia Gonzales, rimasto anche lui a Perugia per diversi giorni a fianco della sorella e tanti altri parenti, che in questo periodo le hanno dato, seppure da lontano un importante supporto psicologico, utilizzando anche video messaggi, così da limitare al minimo l’uso del telefono.

“Perugia ti voglio bene, grazie a tutti per quello che avete fatto per me. Ci rivedremo presto, tornerò per studiare l’italiano”

: Stefani, con il sorriso sulle labbra, ha voluto affidare all’ufficio stampa dell’Azienda Ospedaliera poco prima di essere dimessa, il suo saluto al personale sanitario che l’ha seguita passo passo nel, complesso percorso di assistenza fino alle dimissioni. Al suo fianco, come sempre il papà della ragazza, Pedro Gonzales, dentista a Miami, che in queste settimane si è esercitato nell’apprendere qualche parola di italiano, facilitato dalle sue origini spagnole.

“Un abbraccio grande “a todos”, grazie per l’ospitalità e per l’affetto che Perugia ha dato alla mia famiglia, abbiamo sentito tanta attenzione ed affetto in questa terribile avventura. Stefani ed io torneremo presto per ringraziare ancora tutti e fare una grande festa”.

Stefani é stata salutata dal Prof Auro Caraffa direttore della struttura di Ortopedia, che ribadisce:

“La ragazza sta bene, le fratture sono in fase di consolidamento, il suo recupero sarà eccellente. Saremo tutti lieti di poterla riabbracciare al suo ritorno a Perugia”.

Tre settimane di degenza in ospedale (spese garantite dall’Assicurazione, che ha già assunto l’impegno di pagamento con l’ufficio ricoveri del S.Maria della Misericordia) dopo quella tragica notte. Del 15 Luglio. Si erano svuotate le strade del centro storico di Perugia, fino a poco prima animate da migliaia di persone appassionate e coinvolte dalla musica di Umbria jazz. Quel tragico volo da una finestra di un appartamento di via Oberdan avvenne quando erano appena passate le 2: Stefani venne trasportata in condizioni gravissime in Ospedale. Una vicenda che si tinse di giallo solo per qualche ora, il tempo per magistrato e polizia di interrogare l’unico testimone diretto (lo stesso che aveva dato l’allarme al 118), le altre ragazze presenti nell’appartamento e la responsabile del gruppo di studenti americani partiti dalla Florida per frequentare un corso di lingua italiana all’Università per gli Stranieri. Caduta accidentale senza colpe di terzi, fu la conclusione. Il primo referto, dopo gli accertamenti radiologici, riferiva di tante fratture, che lasciavano poco spazio alla speranza di sopravvivenza di quella ragazza raccolta sul selciato delle pietre di una viuzza del centro storico. Stefani fu intubata e ricoverata in Rianimazione. Gli scenari cambiarono in maniera sorprendente dopo le tante ore di interventi chirurgici nel Blocco Operatorio: si alternarono nel riparare le molte fratture professionisti di diverse specializzazione, rianimatori, ortopedici, urologici, tecnici ed infermieri, nel tentativo non solo di salvarle la vita ma anche di rendere quella disgrazia la meno devastante possibile. Dopo una settimana di ricovero, dalla Rianimazione arrivarono le prime confortanti notizie, e ad aspettarle c’erano papà Pedro e Peter, il fratello, arrivati dall’America, informati da Magda Novelli, la responsabile di quel gruppo di studenti americani venuti a Perugia per frequentare i corsi dell’Università per Stranieri. Ora che Stefani è tornata a casa, la tensione si è allentata anche per lei e per la prima volta chiede di poter portare una testimonianza:

“Sono nata ed ho vissuto in Umbria, finiamo quando mi sono trasferita a Miami dove da anni ho intrapreso l’attività di organizzare corsi di lingua italiana con studenti americani che frequentano l’Università per Stranieri di Perugia. In questa triste vicenda sono stata più che mai orgogliosa delle mie origine, della gente di questa regione. Con me la famiglia di Natali, le tante famiglie americane che hanno seguito passo passo il susseguirsi degli avvenimenti. Abbiamo capito subito di essere in buone mani, medici e personale sanitario straordinario, che ha condiviso l’angoscia di tutti. Natali tornerà a studiare a Perugia, lo ha promesso anche al rettore Paciullo, ed io sarò al suo fianco. Grazie di tutto”.